
Il pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali presentato il 20 aprile dal Consiglio di Stato è oggetto di un'interrogazione volta a richiedere alcuni dettagli dei risparmi presentati.
Secondo Omar Terraneo (primo firmatario dell'interrogazione), Franco Celio, Walter Gianora e Giacomo Garzoli "le misure di risparmio generate sotto la voce di riorganizzazione dell’amministrazione risultano finanziariamente poco incisive, almeno in termini assoluti, in particolar modo quelle legate agli Uffici di esecuzione, fallimenti, registri e dello stato civile. (...) In alcuni casi senza tener in minima considerazione, dell’ubicazione geografica con la conseguente accessibilità con i mezzi pubblici, il servizio all’utenza erogato e non da ultimo la provenienza del personale amministrativo."
Sotto la lente dei quattro deputati PLR, la "prospettata centralizzazione a Faido degli uffici di Esecuzione di Acquarossa e Biasca, che diverrà agenzia dipendente dalla sede di Bellinzona e dell’ufficio di Cevio a Locarno. A Faido saranno inoltre creati il Contact center (previsto nel messaggio di revisione della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulle esecuzioni e sul fallimento del 2013 approvato dal Parlamento nel 2014) che consentirà di canalizzare tutte le telefonate in entrata del settore sull’intero territorio cantonale, sgravando tutti gli uffici esecuzione ed il Centro di competenza cantonale per l’emissione dei precetti esecutivi, con un riparmio di ca. 0.5 Mio. Per quanto riguarda gli Uffici dei fallimenti, si prevede un risparmio di ca. 0.3 Mio con il mantenimento di sole due sedi, una per il Sopraceneri (Locarno ?) e una per il Sottoceneri (Lugano ?). Viene inoltre tolto l’UEF di Vallemaggia a Cevio, senza che se ne comprenda il risparmio effettivo. Anche per gli Uffici di registro fondiario, si prevede un risparmio di 0.3 Mio, riunendo le attività degli uffici nelle sedi di Bellinzona, Locarno e Lugano, creando nel contempo due agenzie a Biasca e Mendrisio, subordinate rispettivamente alla sedi di Bellinzona e di Lugano."
Terraneo, Celio, Gianora e Garzoli concordano col Governo sul fatto "che si debba pensare ad un'organizzazione dell’amministrazione pubblica più razionale ed efficiente riunendo dove possibile e dove più opportuno i vari servizi alla cittadinanza. Tuttavia, in considerazione dei gravi problemi di mobilità e ambientali che affliggono i nostri principali poli urbani, al difficile momento congiunturale che il nostro Cantone sta attraversando, dove l’economia arranca, con una piazza finanziaria sotto pressione ed in difficoltà, dove l’industria e l’artigianato sono quotidianamente messi a dura prova dalla spietata concorrenza estera e dal franco ancora troppo forte nei confronti del Euro, con le Valli e le regioni periferiche che faticano a mantenere la propria attrattività territoriale ed a creare posti di lavoro qualificati, riteniamo di fondamentale importanza il mantenimento dello status quo per questi servizi. La storia ci ha insegnato che attraverso incentivi ed investimenti mirati lo Stato può contriburire positivamente e favorire un rilancio socio-economico, sano ed equilibrato. Non nascondiamo quindi che lo scenario presentato nel “Pacchetto di riequilibrio delle finanze cantonali” con la riorganizzazione dell’amministrazione, ci preoccupa molto e non ci convince pienamente, per opportunità ma soprattutto per i ridotti benefici finanziari che produce."
"Per poter valutare l’efficacia e l’impatto finanziario delle misure", i deputati pongono cinque domande:
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