
"Alla luce delle misure proposte dal Consiglio di Stato nell’ambito della manovra di rientro emerge ancor più, e stavolta in particolare per motivi economici, l’interrogativo sull’opportunità del definitivo abbandono del progetto di realizzazione di un Centro educativo chiuso per minorenni, che secondo i piani del governo dovrebbe vedere la luce a Castione". È la presa di posizione del Coordinamento contro il Centro educativo chiuso per minorenni (CECM), che in una nota rinnova il suo invito ad affossare il progetto alla luce dei tagli annunciati dal Governo.
Mancheranno prestazioni
"In un contesto in cui la crescente sofferenza psichica dei minorenni preoccupa l’insieme della società e i professionisti del settore, le previste misure di risparmio comportano una fragilizzazione che non potrà che ridurre la capacità di presa a carico dei minori. Per essere chiari, questo significa che verranno a mancare prestazioni atte ad accogliere in termini di prevenzione e cura la sofferenza dei minorenni per mancanza di fondi", sottolinea il CECM. È per questo che, di fronte a questa evidenza, chiede di abbandonare il progetto "già nato male".
Insostenibile dal punto di vista finanziario
Inizialmente proposto nel 2006 e successivamente voluto dai giovani liberali, era stato approvato nel 2022 dal Gran Consiglio. Ma fin dall'inizio il CECM si era opposto. "È assurdo pensare di risolvere il disagio sociale con soggiorni di 3 mesi sottochiave. In effetti, gli stessi operatori del settore sono insorti contro il previsto centro mediante una petizione della VPOD corredata da ben 500 firme. Ora, con la manovra di rientro, il progetto è diventato insostenibile anche dal punto di vista finanziario, poiché finirebbe per divorare milioni di franchi per la realizzazione e la gestione".
I fondi alle strutture esistenti
Per il CECM non ci sono argomenti a favore del mantenimento del progetto visti i costi che esso comporta. Con l'abbandono del progetto e quindi i mezzi risparmiati sarebbe possibile allocare alle strutture esistenti e al lavoro di prevenzione "i fondi necessari a proseguire nella loro insostituibile opera". Per la CECM risulta imperativo nell'immediato futuro diminuire drasticamente i ricoveri di minori presso la CPC di Mendrisio e la Clinica Santa Croce di Orselina. Inoltre urge "una vera struttura terapeutica/medico-psicologica/educativa concepita esclusivamente per accogliere giovani minorenni, anche per evitare che (in media 20 minorenni all’anno) dal Ticino vengano collocati in strutture italiane (in prevalenza lombarde e liguri)". Da alcuni mesi, viene oltretutto aggiunto, "tale esternalizzazione non è d’altronde neppure più possibile in Lombardia che ha chiuso l’accesso ai giovani residenti in Ticino dovendo far fronte ad importanti aumenti di minorenni lombardi".

