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Ticino
Manovra di rientro, l'UDC chiede l'attuazione di un Piano B
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il partito intende presentare un rapporto di minoranza sul preventivo 2024 e le misure di risanamento. "Non accettiamo il gioco della Peppa Tencia tra i partiti di Governo sui tagli previsti nel Preventivo 2024".

In Commissione della gestione i commissari UDC Roberta Soldati e Tiziano Galeazzi presenteranno un rapporto di minoranza in relazione al Preventivo 2024 e le misure di risanamento proposte dal Governo, chiedendo l'attuazione di un piano B. Non solo. Chiederanno il blocco dei crediti per il Palazzo di giustizia e la manutenzione delle strade finché non verrà approvato il preventivo 2024. Per il partito è infatti inacettabile che il preventivo, che per legge deve essere votato in dicembre, sia slittato a febbraio. Inoltre non condivide né il metodo né il contenuto del pacchetto di correzione, che ha lasciato "smarrita" la Commissione della gestione nel portare avanti le scelte del Governo. "L'UDC Ticino non accetta il gioco della Peppa Tencia tra i partiti di Governo sui tagli previsti nel Preventivo 2024", si legge nella nota diramata dal partito. "Il deterioramento delle finanze è sotto gli occhi di tutti, sono già stati persi 3 mesi di tempo senza che alcun risultato tangibile sia sul tavolo. L'UDC boccia sia i tagli facili proposti dal Governo, sia la tattica del salame, che ha solo lo scopo di evitare di prendere le decisioni che da anni avrebbero dovuto essere adottate". Se da una parte l'UDC si dice concorde sul tetto massimo di deficit di 95 milioni per il preventivo 2024, dall'altra non approva il modo e i contenuti per ottenerlo. Per questo boccerà l'eventuale rapporto di maggioranza, "che mantiene inalterate le misure o le sostituisce con nuovi studi e approfondimenti".

Cosa chiede il rapporto di minoranza

Con il rapporto di minoranza, l'UDC intende correggere la spesa di circa 80 milioni di franchi l'anno attraverso tre decreti legislativi.

Il primo decreto agisce sulla spesa del personale e mira a bloccare ogni nuova assunzione (salvo e docenti e personale sanitario) per due anni. La proposta è di procedere con spostamenti interni per coprire le partenze (circa 260 per anno). Allo stesso tempo si propone il blocco degli scatti annuali automatici di stipendio per due anni al posto di non concedere il rincaro e di diminuire gli stipendi.

Il secondo decreto agisce sul funzionamento amministrativo (beni e servizi): "Mira a ridurre la spesa al livello di prima della pandemia, quando fu già allora assicurato che si trattava di una crescita eccezionale; oggi siamo ben oltre".

Il terzo agisce sui sussidi (spese di trasferimento). Secondo l'UDC non si possono correggere le finanze "senza agire in modo adeguato su questa spesa, che rappresenta oltre il 55% del totale della spesa statale. Contrariamente ai tagli lineari del Messaggio sul Preventivo 2024 proponiamo una crescita limitata e massima per due anni pari all’1% del netto dei sussidi".

No al sostegno di nuovi investimenti

Vista la situazione finanziaria e soprattutto "la mancanza di vie d'uscita concrete", l'UDC annuncia che non appoggerà nessun nuovo grosso investimento prima che il Preventivo sia approvato, che il risanamento sia presentato e che le spese di investimento siano ricontrollare nella necessità funzionali e negli standard realizzativi. A tal proposito vengono citati il palazzo di giustizia per circa 120 milioni di franchi e la manutenzione stradale per circa 195 milioni.

Precisazioni

Da ultimo il partito fa alcune precisazioni. "Da nessuna parte sta scritto che gli importi di un Preventivo debbano per forza essere spesi (si può contenere la spesa con autodisciplina)". Inoltre "è sempre possibile proporre misure di risparmio sia all’infuori del processo di Preventivo che durante l’anno (uscire dalla logica dei risparmi a Preventivo o niente)". La perizia esterna di giugno voluta dalla Commissione della gestione, ricorda l'UDC, "ha dimostrato che il Cantone spende il 16% in più rispetto alla media degli altri Cantoni per svolgere gli stessi compiti (c’è un grosso spazio per rivedere efficienza ed efficacia). Infine il partito mette in risalto il fatto che "non c’è una spesa buona (gli investimenti) e una spesa cattiva (la gestione corrente). Entrambe le paga il contribuente ed entrambe contengono costi sopportabili e insopportabili (uscire dalla logica dell’investimento inopinabile a prescindere)".