
I docenti VPOD prendono posizione sulla manovra di rientro da 185 milioni di franchi presentata dal Governo. In un comunicato stampa odierno gli stessi si dicono "basiti" per i tagli nella formazione che essa comporterà. In particolare, scrivono i docenti, considerando quanto la formazione sia sottodimensionata in Ticino, nella misura del 20% rispetto al resto della Svizzera.
"Toccato è anche il settore medio superiore, l’unico ad aver subito decurtazioni anche nel 2015 con la diminuzione della Dotazione oraria di istituto che ha portato ad un sensibile aumento del numero di allievi per classe", prosegue il comunicato VPOD. "Il liceo è stato il più sollecitato dalle misure dirisparmio dell’ultimo ventennio: la spesa correnteattuale è addirittura inferiore a quelladestinatale nel 1994."
I docenti contestano in particolare la decisione di voler abolire il corso di informatica, le lezioni di recupero nel secondo biennio e l'intento di rendere meno attrattiva la maturità classica sancendo il divieto per lo studente di ripetere più di una volta nei primi tre anni liceali.
"L’intento di rendere meno attrattiva la maturità “classica” è evidente: meno, invece il destino di questi ragazzi che, supponiamo, si voglia indirizzare verso il settore professionale; un settore che, però, non essendo oggi in grado di soddisfare tutte le richieste per mancanza di posti, arrischia di diventare, nella sua espressione commerciale, un dispendioso, improduttivo e precario parcheggio", sostengono i docenti.
"Queste nuove misure renderanno di fatto ancora più importanti le condizioni socio-economiche delle famiglie nel determinare le scelte formative e il successo scolastico deipropri figli. In conclusione: un grande regalo per chi elargisce lezioni private e per le scuole private del Cantone, in barba al diritto di tutti all’istruzione", conclude il cominicato.
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