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Ticino
Manovra di rientro, "Basta banalità"
Manovra di rientro, "Basta banalità"
Manovra di rientro, "Basta banalità"
Redazione
10 anni fa
Per il PS il pacchetto di misure che presenterà il Governo non deve più produrre conseguenze negative sui cittadini

Alla vigilia della presentazione del Governo ticinese della “manovra finanziaria di rientro” di 180 milioni all'anno per il periodo 2017-2019, il Partito socialista comunica di aver elaborato un documento nel quale esplicita la sua posizione. Secondo il PS è necessario che l’operazione di risparmio e il relativo pacchetto di misure che verrà presentato dal Consiglio di Stato non producano conseguenze negative sulle prestazioni alle cittadine e ai cittadini.

Il PS teme infatti che verrà presentata "ancora una volta" una manovra fondata su presupposti sbagliati: "Da anni ormai assistiamo ad una banalizzazione delle misure proposte," si legge in una nota, "i cui effetti sulle fasce più fragili della popolazione, che durante gli anni passati hanno già subito le misure di risparmio, non sono valutati a sufficienza".

Secondo il partito le misure di risparmio della Confederazione e la riforma III dell’imposizione delle imprese, attualmente in discussione alle Camere federali, avranno importanti ripercussioni sulle finanze del Cantone e dei comuni. Per questo motivo il PS ritiene che un'eventuale applicazione cantonale della riforma federale della tassazione delle imprese possa venir discussa solo a tre condizioni: "1) che non ci sia necessariamente una diminuzione delle aliquote delle persone giuridiche e di fatto una possibile diminuzione del gettito, visto che le aliquote fiscali delle persone giuridiche sono già concorrenziali, soprattutto rispetto alla Lombardia; 2) che risponda solamente a eventuali decisioni a livello federale e non si entri in materia nel caso in cui il progetto federale verrà bocciato in votazione popolare; 3) che sia accompagnata da un chiaro contro-bilanciamento a livello di politica sociale". 

Per il PS è inoltre indispensabile individuare gli strumenti per evitare che anche i comuni vengano penalizzati, in particolare introducendo il moltiplicatore cantonale unico per le persone giuridiche. "L’esperienza degli ultimi venti anni" sottolineano i socialisti, "dimostra che la concorrenza fiscale ha prodotto una diminuzione delle aliquote senza che l’attrattività del Ticino rispetto agli altri Cantoni sia migliorata. Per creare un’economia forte e competitiva è necessario promuovere l’insediamento di centri d’eccellenza nella ricerca, migliorare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e migliorare le opportunità d’accesso ai mercati delle aziende residenti. Occorre inoltre investire nelle infrastrutture, nell’educazione e nella formazione, nella conciliabilità fra lavoro e famiglia".

Il PS chiede dunque che la correzione del deficit strutturale del Cantone venga ottenuta applicando delle misure volte a riorientare la politica economica cantonale allo sviluppo di una sana crescita economica.

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