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Ticino
Manifesti UDC, la polemica sbarca in Ticino
Manifesti UDC, la polemica sbarca in Ticino
Manifesti UDC, la polemica sbarca in Ticino
Redazione
7 anni fa
Cavalli e Gysin: "Disgustosa campagna politica, linguaggio nazista". Chiesa e Marchesi: "Lancia la discussione"

Dopo le prime critiche ai manifesti UDC per le elezioni federali, la polemica sbarca in Ticino. Diversi esponenti dell'area di sinistra non hanno apprezzato l'immagine della mela mangiata da diversi vermi, contrassegnati dai colori di altri partiti, e la scritta: "Lasciamo distruggere la Svizzera da sinistroidi e europeisti?".

In un post su Facebook Franco Cavalli, che evita di pubblicare l'immagine "perché mi fa ribrezzo", ha azzardato un paragone con i nazisti: "Il paragonare i nemici politici, gli ebrei ed altri popoli "inferiori" ad animali che fanno ribrezzo era tipico del linguaggio usato costantemente dai nazisti. Copiando questo tipo di linguaggio l'UDC dimostra una volta ancora il suo disprezzo per le regole democratiche e del convivere civile. E tutto questo per evitare di parlare dei veri problemi: premi di cassa malati (la maggior parte dei capi cassamalatari sono UDC!), precariato, salari minimi, crisi climatica (negata dai grandi capi UDC) etc etc. Il manifesto è talmente scandaloso che una serie di politici UDC, tra cui alcuni Consiglieri di Stato, se ne sono distanziati, a dimostrazione che stavolta si è veramente oltrepassata la linea rossa che delimita la decenza". 

Il commento dell'oncologo ha trovato il favore del presidente del PPD Fiorenzo Dadò, che nella discussione sotto il post, ha commentato: "Manifesto osceno, una vergogna". 

A giudicare "disgustosa" la campagna democentrista anche Greta Gysin: "L'UDC dimostra di non aver capito che il confronto rispettoso e la convivenza pacifica di opinioni differenti è l'essenza di una democrazia" scrive la candidata per i Verdi al Consiglio Nazionale e al Consiglio degli Stati sul suo profilo Facebook. "Quel che è peggio, l'UDC non ha timore di usare una simbologia tipica del nazismo: quella dell'avversario verme, da distruggere e annientare. Questo partito detiene la maggioranza relativa. Siamo messi male, anzi malissimo: è davvero questa la Svizzera che vogliamo?" chiede Gysin, che posta un'immagine che recita: "Oggi saremo anche bruchi. Ma il 20 ottobre invaderemo il cielo di farfalle".

Da parte sua, anche il deputato socialista Henrik Bang ha commentato duramente la campagna dell'UDC tramite il suo profilo Facebook: "Cara UDC il vero Svizzero rispetta il proprio avversario politico, nella lotta Svizzera il vincitore pulisce la schiena dell’avversario dalla segatura. Il vero Svizzero è leale e onesto. Ora se non avete temi politici e per promuovervi dovete denigrare i vostri avversari politici siete propri scesi in basso e questo ignorando pure l’importante principio Svizzero del rispetto. Che i vermi diventino farfalle e che diano colore a questa campagna elettorale e non, campagna che ora mostra unicamente il vostro triste grigio".

A difendere a spada tratta la strategia del partito ci pensano invece il consigliere nazionale Marco Chiesa e il presidente Piero Marchesi, i quali sottolineano che il manifesto ha lo scopo di lanciare la discussione sul fatto che la sovranità e l’indipendenza della Svizzera siano messi a rischio. "Sono davvero così importanti i bruchi e la mela del nostro cartellone? Io credo che durante questa campagna elettorale sia fondamentale per la Svizzera e gli svizzeri poter discutere e tematizzare" sottolinea Chiesa su Facebook. "Per quel che è del confronto con immagini naziste questo può essere fatto solo da qualcuno che dormiva alle lezioni di storia. L'UDC vuole garantire la comprovata democrazia diretta e non assoggettare la Svizzera all'UE, dove Bruxelles detta le leggi, le ordinanze e i cittadini stanno in silenzio. I nazisti hanno fatto l'esatto contrario: hanno distrutto la democrazia con la forza e hanno creato una dittatura". Infine Chiesa risponde alla sua domanda se i bruchi e la mela siano necessari: "La risposta è sì, belli o brutti che siano, in quanto portano a galla i temi che ci stanno a cuore per la Svizzera e che si vogliono far passare in sordina perché scomodi ed elettoralmente penalizzanti".

Anche Marchesi, in un'opinione pubblicata su LiberaTV, dichiara che il manifesto serve a mostrare come i partiti a Berna assecondino silenziosamente le richieste da Bruxelles: "Il manifesto è troppo forte? È politicamente scorretto? Forse" risponde il presidente democentrista. "Ma se questo servisse a far capire alla gente il pericolo che la Svizzera sta correndo con questi partiti, allora ne sarà valsa la pena".

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