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Ticino
Manifestazione: “Siamo pronti a chiudere subito”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Così Guido Sassi, proprietario del Sass Café, preoccupato per l’effetto del corteo di sabato degli autogestiti sulla clientela. Ma il problema sono anche gli assembramenti serali: “Oltre 500 giovani con alcol da casa”

Sabato si terrà il corteo degli autogestiti, in protesta contro il Municipio dopo la demolizione dell’ex macello avvenuta nella notte di sabato scorso. Molta la preoccupazione per esercenti e negozianti, con alcuni commerci che hanno già annunciato la chiusura. Preoccupazione condivisa anche da Guido Sassi, proprietario del Sass Café, bar ristorante di Piazza Riforma, secondo il quale la manifestazione arriva in un momento particolarmente complicato con la ripartenza dopo la pandemia. Inoltre, aggiunge, in piazza si presentano già centinaia di giovani ogni sera nel weekend, costringendolo a chiudere prima.

È prevista per sabato una grande manifestazione dell’ex Molino, con i molinari che chiedono conseguenze per la demolizione dell’ex Macello. Rischia di essere un problema in un weekend di ponte?
“Sicuramente sì. La piazza è un luogo di tranquillità: i turisti amano sedersi ai tavoli a mangiare e bere qualcosa. È chiaro che una manifestazione che dura il tutto giorno, se poi dovessi protrarsi anche alla sera, creerebbe ovviamente grandi disagi a noi esercenti e anche ai commercianti. Noi abbiamo già un problema grosso che sono un paio di sabati in cui si verificano assembramenti di giovani in Piazza Riforma dalle 10 fino alle 3 di mattina. È chiaro che se si aggiunge anche la manifestazione, che dovrebbe essere pacifica ma che io vedo brutta visto il numero di persone, questo sarebbe un grosso disagio sia per noi esercenti ma anche per l’immagine di Lugano. Ci saranno un sacco di video, la televisione ne parlerà... io credo questo non faccia bene a inizio stagione, quando abbiamo bisogno di lavorare dopo mesi di chiusure”.

In vista di sabato dunque state pensando a qualche contromisura? C’è qualche commerciante che addirittura sta pensando di chiudere l’attività il sabato pomeriggio...
“Siamo attenti anche noi. Naturalmente dobbiamo vedere l’affluenza dei clienti, a che ora parte la manifestazione... ci sono tante cose da considerare, dovremo stare a guardare. Se sembrerà la manifestazione possa recare problemi per i nostri esercizi pubblici noi siamo pronti a chiudere immediatamente”.

Sappiamo dell’importanza dei tavoli esterni per Piazza riforma. Visto il caldo la piazza probabilmente sarà completamente occupata e in quel caso le conseguenze di un’escalation sarebbero estremamente negative...
“Certo che sì. Ma avremo già problemi giovedì e venerdì a causa degli assembramenti di giovani, più di 500, che regolarmente si trovano in piazza fino a tarda notte, bevono e portano le bibite da casa. Noi alle 11 chiudiamo regolarmente il nostro locale perché queste cose alla nostra clientela non piacciono e se l’immagine della città di Lugano a livello turistico è questa pagheremo molto quest’estate. Questo sicuramente, poi ci sono le famigerate movide giovanili in cui girano bottiglie, c’è anche il pericolo della droga... vedremo cosa succederà andando avanti con la stagione. Io sono abbastanza deluso che non siamo protetti sufficientemente, e parlo sia da esercente che da privato: se io lascio la macchina fuori dal posteggio mi fanno 40 franchi di multa, se non pago le tasse mi arriva il richiamo... questi invece possono fare quello che vogliono. Poi chiaro che mi dispiace che abbiano distrutto parte dell’ex macello, adesso li abbiamo in giro per Lugano ed è un pretesto per tutti i giovani per contestare”.

Le proteste proseguono da una settimana e non sembrano destinate a smettere nell’immediato. C’è il rischio di un contraccolpo?
“Sicuramente sì. Bisogna pensare che adesso stiamo vivendo con una forte affluenza turistica, specialmente svizzera, e abbiamo in giro anche molte famiglie con bambini piccoli che vorrebbero magari fare una passeggiata con la carrozzella. Abbiamo anche molti anziani che vorrebbero trascorrere qualche ora all’aria aperta o vivere la città: questa situazione sicuramente non aiuta”.

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