
Insieme a Sinistra invita a partecipare alla manifestazione in difesa del servizio postale che si terrà sabato 6 maggio a Bellinzona, a partire dalle 15.00.
"Nei grandi comuni abbiamo alzato la voce per primi" scrive Insieme a Sinistra in una nota stampa. "Non siamo stati ascoltati per l’ufficio postale di Mendrisio Borgo, ma siamo contenti di aver acceso i riflettori su un servizio fondamentale per la cittadinanza e di aver avviato un movimento di resistenza. Ben venga dunque la manifestazione di sabato 6 maggio a Bellinzona, con partenza alle 15.00 dalla Posta centrale in Viale stazione. 1200 posti di lavoro e 600 uffici postali sono in pericolo, molti di questi anche in Ticino."
"L’offensiva contro la chiusura degli uffici postali era partita da Mendrisio esattamente due anni fa" si legge nel comunicato. "Insieme a Sinistra aveva lanciato una petizione contro la chiusura dell’Ufficio postale di Mendrisio Borgo che in poco tempo aveva raccolto 1838 firme. Subito dopo il movimento partito da Mendrisio, si era fatta sentire anche la sinistra di Chiasso contro la chiusura dell’ufficio postale a Boffalora. In occasione della consegna delle firme (il 23 maggio 2015) erano state inoltre inviate alla direzione generale della Posta e alla Consigliera federale Doris Leuthard, due lettere aperte. Il movimento si è poi esteso a macchia d’olio anche con il grande aiuto del sindacato syndicom e grazie alla cittadinanza."
"Negli ultimi dieci anni La Posta ha esternalizzato numerosi comparti e oggi si presenta come un gruppo eterogeneo con numerose affiliate e con le più disparate condizioni d’impiego" prosegue Insieme a Sinistra. "Con il cambiamento del proprio statuto giuridico, La Posta ha una maggiore libertà sul piano imprenditoriale – e i disastri sono lì da vedere - ma resta pur sempre di proprietà della Confederazione. Consiglio federale e Parlamento hanno dunque grandi responsabilità nel peggioramento del servizio pubblico."
"I partiti borghesi in Parlamento, del resto, non hanno fatto altro che minare le basi di questo pilastro, imponendo per esempio a La Posta obiettivi di redditività ambiziosi" si legge nel comunicato. "Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Posta è sempre meno pubblica e il servizio universale viene quotidianamente svilito. I politici che hanno sostenuto queste visioni gestionali devono ora rendere conto alla popolazione e dovrebbero evitare imbarazzanti tentativi di recupero per salvare la faccia."
"Il servizio pubblico è uno dei pilastri su cui si è costruita la Svizzera, poiché contribuisce, per sua missione, anche alla coesione sociale: dal centro alla periferia; perché tutti i cittadini e tutte le cittadine devono essere su uno stesso piano di uguaglianza nell’accesso ai servizi" prosegue Insieme a Sinistra. "Una preoccupazione, questa, molto cara solo alle forze progressiste di questo Paese."
"Il servizio postale è e deve restare un servizio universale" conclude Insieme a Sinistra. "Ma proprio questo servizio è lo specchio delle conseguenze disastrose di una gestione privatistica di un bene pubblico. Come ha ricordato il segretario di syndicom Marco Forte in occasione del Primo Maggio a Bellinzona, «la Posta ha deciso di smantellare la rete degli uffici postali: 1200 posti di lavoro e 600 uffici postali sono in pericolo, molti di questi anche in Ticino». Insieme a Sinistra invita pertanto la popolazione del Mendrisiotto a partecipare alla manifestazione del 6 maggio."
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