
Una manifestazione di solidarietà è stata indetta questa sera a Bellinzona dalla "Comunità curda del Ticino" e dal "Comitato per la ricostruzione di Kobane" per rompere il silenzio sulla repressione del governo Erdogan perpetrato ai danni del popolo curdo. Un attacco che si fa "ogni giorno più violento", sottolineano gli organizzatori, soprattutto nella regione del sud-est della Turchia (Kurdistan Bakur). "Ormai da diversi mesi la popolazione civile è sottoposta continuamente a coprifuoco e costretta a vivere sotto un assedio che ha devastato città intere e nel quale dal mese di agosto ad oggi sono rimasti uccisi oltre 160 civili". Le due associazioni invitano quindi tutte le persone solidali a ritrovarsi in viale stazione, all'ufficio della Posta, a partire dalle 18.00.
Le due associazioni sottolineano in breve la situazione che si è venuta a creare in questa regione:
"L’attacco dello Stato Turco diventa ogni giorno più violento.
A Diyarbakir, il quartiere della città vecchia di Sur è sottoposto da giorni ad un durissimo coprifuoco e assediato. Ulteriori provvedimenti riguardano le città di Nusaybin (7° dichiarazione di coprifuoco) ed il distretto di Sirnak, dove a Cizre e Silopi le scuole sono state chiuse a tempo indeterminato e centinaia di mezzi militari hanno occupato le città.
La Turchia sta portando avanti una vera e propria guerra contro i suoi stessi cittadini, mentre il resto del mondo sembra dall’altra parte di fronte agli orrori ed alla pulizia etnica che oggi, come negli anni ’90, ancora una volta colpisce il popolo curdo, centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini.
Nei durissimi scontri nella città di Diyarbakir, dove gli abitanti stanno resistendo contro gli attacchi di polizia ed esercito, lunedì scorso due ragazzi di 18 e 21 anni sono stati uccisi dalla polizia che ha più volte aperto il fuoco sparando contro i manifestanti. Sono solo le ultime due vittime di una lunga scia di sangue che sembra non avere fine.
L’Unione Europea e l’Italia, con il pretesto di un presunto controllo dei flussi migratori, hanno sottoscritto con la Turchia un accordo vergognoso attraverso il quale di fatto viene finanziata e sostenuta la violazione dei diritti umani da parte di Erdogan, sia nei confronti dei profughi e richiedenti asilo, sia della popolazione curda in Turchia.
L’ipocrisia dei governi occidentali è sempre più evidente. Da un lato fa comodo avere i curdi e le curde dalla propria parte nella guerra di liberazione contro ISIS in Siria e in Iraq, dall’altro si mantiene il PKK nella lista delle organizzazioni terroristiche e si consente all’alleato Erdogan di compiere stragi e massacri.
L’attacco che si sta portando avanti in questi giorni è di proporzioni enormi: i compagni e le compagne curde, le organizzazioni della società civile, i partiti ed i movimenti hanno lanciato un appello per un immediata monilitazione internazione in solidarietà con la resistenza curda, contro il terrorista Erdogan, a sostegno dell'autonomia democratica e della pace".
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