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Ticino
Manifestazione autogestiti, ci sono vandalismi
Si è conclusa intorno alle 17.15 la manifestazione degli autogestiti nel centro di Lugano. Raggiunta la sede luganese della Securitas, l’hanno imbrattata con della vernice. I molinari sono ora nel parco di Villa Saroli

(aggiornamento ore 17.30) Si segnalano i primi atti di vandalismo compiuti durante la manifestazione degli autogestiti a Lugano. Dopo essere partiti da Piazza Riforma, i circa trecento sostenitori dell’autogestione sono giunti davanti alla sede luganese della Securitas, in Via Canonica. Qui hanno imbrattato i muri con della vernice, lanciando dei gavettoni. Il gesto vuole essere una manifestazione di dissenso contro la gestione della sicurezza nel controverso bunker di Camorino, dove sono ospitati i richiedenti all’asilo “Nem” (“Non entrata in materia” sulla domanda d’asilo). Per raggiungere Via Canonica, i dimostranti sono passati da Via Pioda, dove hanno intralciato il traffico, compresi i trasporti pubblici. Secondo segnalazioni, alcuni manifestanti avrebbero persino dato fuoco ad una cassetta de Il Mattino.

Ora a Villa Saroli
Sciolto il corteo, i manifestanti si sono spostati nel parco di Villa Saroli. La scelta non è casuale, ma particolarmente simbolica: parole di condanna sono infatti state spese sugli scontri del 17 settembre nel giardino della villa, dove gli agenti erano intervenuti per disperdere un rave party, sparando sui presenti dei proiettili di gomma.

Sul manifesto principale degli autogestiti campeggia lo slogan “Contro ogni gabbia, scateniamo la nostra rabbia!”

Con la manifestazione odierna gli autogestiti rivendicano spazi per le loro attività.

Protetti con gli ombrelli dalla polizia, a cui “piace spiare”
“La repressione – scrivono gli autogestiti – è sempre più imponente, il municipio sempre più a destra, le politiche sempre più autoritarie e la polizia oppressiva e violenta!”. Questi temi sono naturalmente affiorati nelle parole pronunciate dagli autogestiti davanti ai presenti: “Le autorità si sono trovate con troppe ruspe e hanno abbattuto il Macello. Ora, la Città vuole abbattere ogni ricordo”. Gli oratori hanno poi invitato i presenti a tenere gli “occhi aperti contro fasci e droni”: è proprio per non essere riconosciuti che gli autogestiti, che in un comunicato avvertivano che alla “polizia piace spiare”, hanno aperto i loro ombrelli, con l’obiettivo di non potere essere filmati e quindi riconosciuti.

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