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Mandati diretti a ditte italiane, “un fenomeno marginale"
Mandati diretti a ditte italiane, “un fenomeno marginale"
Mandati diretti a ditte italiane, “un fenomeno marginale"
Redazione
10 anni fa
Il Governo risponde a Massimiliano Robbiani: ecco perché certi incarichi sono stati attribuiti in Italia

Il Governo ha risposto ieri a un'interrogazione di Massimiliano Robbiani, nella quale il deputato leghista accusava il Cantone di assegnare sempre più spesso mandati diretti a ditte italiane, citando alcuni esempi di mandati attribuiti nel 2015. Tra questi vi erano quelli del Centro sistemi informativi (CSI) del Dipartimento delle finanze (DFE) e della Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU) del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS). 

Per quanto riguarda il primo caso il Governo specifica che nel 2015 ha attribuito un volume complessivo di mandati di circa 16,1 milioni di franchi. Di questi 15 (pari al 93%), sono rimasti in Svizzera (di cui 8,1 milioni in Ticino), mentre soltanto 291'826 franchi (ossia l'1,8%) sono stati destinati a fornitori italiani.

"Queste cifre mostrano come il fenomeno dell'attribuzione di mandati a ditte italiane" commenta il Governo, "sia quindi del tutto marginale. Va in proposito puntualizzato che l'attribuzione di mandati a entità estere avviene essenzialmente quando non esistono prodotti richiesti sul mercato domestico".

Per quanto riguarda i mandati assegnati alla DCSU, il Governo specifica che, a seguito dell'accordo siglato negli scorsi mesi con le organizzazioni professionali, la Divisione sta promulgando una direttiva che impegna i propri istituti a privilegiare ditte residenti in Ticino "per le commesse di beni e servizi, nonché a chiedere alla Direzione di Divisione, per ogni eccezione, una specifica deroga debitamente motivata". Una direttiva che varrà anche per la stampa di cataloghi, che Robbiani ha citato come esempi nel suo atto parlamentare. A tal proposito il Governo ricorda che la direzione del DECS ha concordato lo scorso 29 agosto assieme all'Associazione di categoria delle tipografie di "insistere presso le fornitrici di servizi specialistici italiani eventualmente prescelte affinché la parte di stampa dei prodotti finali possa comunque avvenire in Ticino".

Il Governo entra poi nel merito delle domande di Robbiani, spiegando i criteri con i quali vengono decisi e attribuiti i mandati diretti, citando in particolare il Manuale per l'aggiudicazione di commesse pubbliche, pubblicato dal Centro di formazione degli enti locali, dove si informa che "l'esclusione di concorrenti esteri dall'aggiudicazione di commesse sottoposte alla Legge sulle commesse pubbliche non è vietata, ma deve comunque "essere preventivamente esplicitata nel bando di concorso".

Il Consiglio di Stato indica infine uno per uno i motivi che hanno condotto ad attribuire incarichi a ditte italiane negli esempi citati da Robbiani. Ve li riportiamo qui di seguito:

  • Nuovi sistemi di lettura delle schede elettorali: mandato attribuito alla ditta ICADO Srl di Torino per 22'680 franchi. Il Governo specifica che tale mandato viene attribuito solo negli anni delle elezioni e che le licenze di utilizzo del prodotto informatico per la piattaforma ISIS Papyrus sono pagate alla casa produttrice con sede in Austria, mentre per la consulenza e il supporto tecnico è stata scelta la società italiana. Società che fornisce consulenza in lingua italiana, che è stata fondata da un ex collaboratore della ISIS Papyrus, che ha seguito il progetto fin dall’inizio. “In Ticino non vi è alcun fornitore che conosce il prodotto” sottolinea l’Esecutivo cantonale. L’alternativa sarebbe quella di conferire il mandato direttamente ai tecnici della ISIS Papyrus dall’Austria.
  • Gestione delle fatture: mandato attribuito alla ditta Dedalus Spa di Firenze per 5'616 euro. Si tratta di modifiche richieste sull’applicativo Armonia realizzato dalla società italiana, utilizzato presso il laboratorio cantonale dal 2004 dopo un accurato studio di fattibilità. “La modifica si è resa necessaria per adattare la numerazioe delle fatture con nuovi parametri, permettendo di inviare i dati corretti alla fatturazione delle casse malattia”.
  • Sviluppo di applicazioni Web: mandato attribuito alla Cincom Italia Srl di Torino per 27'000 euro. Riguarda un supporto specialistico per lo sviluppo di applicazioni Mantis Web. Un prodotto americano per il quale non esistono fornitori in Svizzera. “Il fornitore più vicino si trova in Italia” (gli altri si trovano a Bruxelles, Parigi, Lione, Schalbach, Monaco, Culmeborg, Madrid, Maidenhead). 
  • Manutenzione di un software: mandato attribuito alla Dynatrace Srl di Milano per 4’626 euro. La società, con sede principale in California, fornisce software per la misurazione delle performance di grandi reti di computer. Il supporto tecnico viene deciso dalla casa madre, che per il Ticino ha definito l’Italia per motivi linguistici.

L’Esecutivo cantonale esamina in conclusione i mandati attribuiti dalla Pinacoteca Züst e dal Museo cantonale. 

  • La stampa dei cataloghi della mostra di Serodine, pubblicati nel 2015, è stata affidata alla Officina Libraria Srl di Milano (per 12915 euro) perché offre un pacchetto completo ed è attiva nella distribuzione dei cataloghi d’arte sul mercato italiano. In questo caso si è trattato di cataloghi “che dovevano essere adeguatamente promossi anche in Italia” e il successo di vendita è “provato dal fatto che sono praticamente esauriti”. Per la stampa di tutti gli aspetti promozionali (inviti, manifesti, locandine) la Pinacoteca si è sempre rivolta a ditte residenti in Ticino.
  • Il noleggio di proiettori da parte della Pinacoteca Züst presso la ditta Neo Tech Srl di Monza (8000 euro) viene invece motivata dal fatto che il materiale altamente tecnologico non era disponibile nel Cantone Ticino.
  • La realizzazione delle audioguide per la mostra del Bramanatino (2014) al Museo cantonale è stata invece attribuita alla Start Srl di Palermo (per 6647 euro) poiché in Ticino non esiste una ditta fornitrice di questi prodotti in grado di garantire gli stessi servizi, che disponda cioè “di una struttura di professionisti in grado di realizzare, sotto la guida del curatore della mostra, i contenuti da registrare e caricare sul supporto”.

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