
Un progetto video realizzato al Centro Giovani di Mendrisio è finito al centro di un'interrogazione del consigliere comunale Massimiliano Robbiani (Lega), che chiede lumi al Municipio sull'agire del Dicastero delle politiche sociali, in mano a Giorgio Comi. Stando al consigliere comunale il progetto sarebbe stato affidato a una persona residente in Italia.
"Il Centro giovani, in occasione della campagna cantonale sui diritti dell’infanzia e con il finanziamento dell’Associazione dei comuni svizzeri attraverso “IN COMUNE”, ha pensato un progetto di video ritratto con gli smartphone nei quartieri della città" scrive Robbiani. "Il progetto ha una duplice finalità: valorizzare i luoghi del territorio e dare la possibilità ad alcuni giovani di raccontarsi ed essere visibili e partecipativi. Scandaloso però che questo progetto è stato affidato a una signora di Milano".
"Il Dicastero del municipale Comi sempre più alla deriva, non ha trovato di meglio da fare che concedere a una signora di Milano l’elaborazione di un progetto per le sempre più discutibili trovate del Centro Giovani" conclude Robbiani, che pone le seguenti domande al Municipio:
1. Il Municipio è al corrente di quanto sta facendo il municipale Comi per quanto concerne l’organizzazione di un progetto video ritratto con gli smartphone, progetto affidato alla signora di Milano?2. La scelta di concedere mandati a persone residenti in Italia o a ditte sempre italiane, è una strategia del Municipio o solo dall’ormai incontrollabile municipale Comi?3. Quanto costa al comune il progetto affidato alla signora?4. In Ticino non esiste nessuno capace di progettare, elaborare questo progetto video?5. Il Municipio non ritiene di sospendere il tutto e affidarsi per l’elaborazione del progetto a una ditta o un gruppo di persone residenti in Ticino?6. Il Municipio non ritiene opportuno delegittimare il municipale Comi dalle sue responsabilità da Capo Dicastero?
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