
Potrebbe giungere a metà settembre la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Abderrahmane Khachia (a sinistra nella foto), uno dei quattro presunti jihadisti arrestati lo scorso 28 aprile nel corso di un'operazione antiterrorismo della polizia italiana.
Potrebbe, perché dall'arresto dei quattro, tra i quali figurano pure l'ex campione svizzero di kickboxing Abderrahim Moutaharrik (a destra nella foto) e sua moglie, l'indagine è ancora lungi dall'essersi terminata.
Secondo quanto scrive La Prealpina, la Procura sta ancora aspettando le traduzioni del materiale trovato nei telefonini e computer sequestrati a Khachia, ora recluso come Moutaharrik nel carcere di Sassari.
Intanto, come detto, tutti e quattro gli arrestati restano dietro le sbarre. La loro richiesta di scarcerzione era infatti stata respinta dai giudici del Tribunale del riesame di Milano, secondo i quali vi sono indizi concreti che le persone arrestate "si preparavano a partire per i territori di Daesh; facevano proselitismo; si erano messi a disposizione dell’organizzazione che poteva contare su di loro per compiere attentati, anche in Italia; avevano preso sicuramente contatti con soggetti appartenenti all’Isis."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

