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Ticino
Manca carne alla Stampa
Redazione
13 anni fa
I detenuti scrivono a Gobbi per denunciare la rarefazione delle proteine nei loro menù. Sono state abolite persino le uova fresche

Non è per la scarsa qualità del cibo, bensì per la carenza di carne e alimenti proteici dai menù di questo nuovo anno, che i detenuti hanno minacciato di incrociare le braccia, lunedì pomeriggio al carcere cantonale della Stampa, a Cadro.

La notizia di cui vi abbiamo riferito ieri è precisata nei suoi contorni oggi da La Regione. La protesta pacifica dei carcerati fa seguito alla riduzione del budget riservato all'alimentazione dei detenuti. Una misura contenuta nei tagli di bilancio per il Preventivo 2014 e che ha rapidamente creato un forte malcontento in carcere.

Se fino all'anno scorso, infatti, la carne finiva quotidianamente nei piatti dei detenuti, ora questo alimento si sarebbe rarefatto, limitandosi a poche apparizioni al mese. Anche il rifornimento di uova fresche, che consentiva ai carcerati di ricevere fuori pasto un alimento in più, è stato abolito.

Insomma, si è tagliato sulle proteine. Una decisione che sta suscitando forti lamentele tra i detenuti. Molti dei quali, dopo aver minacciato lo sciopero, hanno preso carta e penna ed hanno scritto una lettera di protesta all'indirizzo del consigliere di Stato Norman Gobbi. "Vogliamo più carne", in sintesi, il contenuto della missiva.

E proprio lunedì, il giorno del ventilato sciopero, la Commissione parlamentare di sorveglianza sulle condizioni di detenzione si è recata al penitenziario cantonale per compiere la sua visita mensile. I commissari hanno preso atto del malcontento relativo alla dieta imposta dal Consiglio di Stato, ma non hanno tuttavia ravvisato alcuna violazione sui diritti dei carcerati.

Interpellata da La Regione, la Commissione ha assicurato di voler continuare ad essere vigile sulla qualità dei pasti per i carcerati. Al momento, però, non si ravvisano carenze. La presidente della commissione Lara Filippini, dal canto suo, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, rimandando al rapporto annuale che sarà consegnato al Parlamento in maggio.

La Divisione della giustizia, infine, ha cercato di smorzare i toni della polemica, ricordando come la visita mensile della Commissione sia già oggi efficace quando ci sono tematiche da approfondire.

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