
“Toccherà al nostro legale fare chiarezza”. Così la madre di Daniel Binzoni, intervistata dal Corriere del Ticino, chiude ogni discussione in merito all’arresto di suo figlio, accusato di omicidio intenzionale per la morte dell’81enne di Claro, Lindy Jacoma, avvenuta nell’area di sosta del Monte Ceneri lo scorso 22 agosto. La donna ha spiegato di non voler dire niente a riguardo, in quanto “l’inchiesta non è finita”. Tuttavia, una cosa l’ha voluta precisare: “sul conto di mio figlio” riporta ancora il Corriere, “in questi giorni sono state dette e scritte tante cose non vere”. Daniel Binzoni, 25 anni, anch’egli residente a Claro, è descritto come un ragazzo dal fisico possente che ambiva ad una carriera da granatiere. Nel 2004, riportavano ieri i quotidiani ticinesi, l’allora 19enne scrisse una lettera di dimissioni dal Forum cantonale del Giovani, che quell’anno si concentrava sul tema dell'integrazione. Una lettera che aveva inviato anche ai giornali e in cui stava scritto: "Gli omosessuali non devono avere nessun diritto". Intanto il giovane, che ha sostenuto di essersi recato solo per caso nell’area di sosta la sera della morte di Jacoma, non è ancora stato interrogato dalla Procuratrice generale Rosa Item, titolare dell’inchiesta. Su di lui, pesa anche l’accusa di omissione di soccorso per aver lasciato la sua vittima a terra agonizzante.
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