
Un asilante russo ha querelato la polizia. Come scrive stamane il Corriere del Ticino sono infatti sfociate in una denuncia al Ministero pubblico per maltrattamenti le percosse che un richiedente l’asilo russo sostiene di aver subito da parte di agenti della polizia ferrovia e della polizia cantonale alla stazione di Lugano lo scorso 30 dicembre.Secondo la sua versione l'asilante sarebbe stato avvicinato di pomeriggio da due agenti della polizia ferroviaria e da un poliziotto della Polcantonale in civile. Nel corso di una perquisizione lo avrebbero poi colpito e schiaffeggiato ripetutamente in più parti del corpo. E in particolare, il giovane russo, accuserebbe il poliziotto in civile.A sostegno della propria tesi il 30enne asilante ha presentato, allegato alla denuncia, un certificato medico rilasciato dal Civico. Il certificato mette in evidenza i segni di alcune lesioni. La palla passa ora nelle mani della Procura.Il 30enne è al momento è provvisoriamente collocato in un appartamento gestito da SOS Ticino, associazione che lo assiste anche nell'azione giudiziaria. "Da una parte - commenta il direttore di SOS Ticino Fra Martino Dotta - il problema è quello di verificare la situazione. Dunque di verificare se le violenze sono state davvero subite". "D'altra parte - aggiunge - faccio però anche notare che ultimamente vengono troppo spesso a galla casi del genere. Casi, per dirla in breve, di accuse contro la polizia ticinese, che sempre più spesso sembra usare maniere eccessivamente forti". "Anche in questo caso - commenta ancora Fra Martino Dotta - è difficile verificare i fatti. D'altra parte c'è spesso la tendenza da una parte, da parte delle vittime, ad esagerare il caso. Dall'altra c'è la polizia che tende invece a minimizzare i fatti. Le responsabilità vanno invece spesso cercate tra le varie parti in causa”. “Non è comunque un problema relativo agli asilanti russi - conclude il direttore di SOS Ticino - ma è un problema generale. Per tutti gli asilanti. Anzi: per tutti gli stranieri, in Ticino".red
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