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Ticino
Malcontento per la plastica nel sacco
Malcontento per la plastica nel sacco
Malcontento per la plastica nel sacco
Redazione
8 anni fa
L’amarezza delle casalinghe bellinzonesi, che rischiano di non poter più gettare gratuitamente i piccoli imballaggi

"Il sacco scoppierà!". È la preoccupazione delle casalinghe della Bellinzona aggregata dopo che il Municipio ha presentato la nuova impostazione per la raccolta dei rifiuti a partire dal 1. gennaio 2019.

Dopo anni, gli imballaggi in plastica di piccole dimensioni non potranno più essere accumulati e poi gettati separatamente – e gratuitamente – nell'apposita benna all'Ecocentro, ma dovranno finire nel sacco con balzello. Secondo il Municipio, "uno smaltimento della plastica con i RSU (utilizzando i sacchi dei rifiuti) dovrebbe portare a una maggiore sensibilizzazione del cittadino-consumatore e indurlo, nel limite del possibile, ad acquistare prodotti imballati con materiale non plastificato".

Argomento però criticato dal consigliere comunale dei Verdi Marco Noi: "A Bellinzona sono ben pochi i negozi che permettono di acquistare alimentari o altri prodotti 'sciolti', ovvero senza imballaggi", ha affermato intervenendo sulla Regione.

La replica? "Siamo coscienti che il grosso degli imballaggi è tuttora in materiale plastico e che non potremo modificare le abitudini dei grandi produttori, anche se va detto che ci sono comunque delle alternative" spiega al Corriere del Ticino il capo del Dicastero opere pubbliche e ambiente Christian Paglia secondo il quale, i principali motivi alla base della nuova impostazione sono la parità di trattamento dei quartieri e il fatto che la separazione della plastica mista, allo stato attuale della tecnologia, non è sostenibile ecologicamente e finanziariamente "come dimostrato anche da un recente studio commissionato dall'Ufficio federale dell'ambiente". Una consolazione però c'è: i contenitori per detersivi e gli oggetti in plastica più voluminosi potranno essere gettati nei rifiuti ingombranti.

Il relativo Messaggio municipale è attualmente in elaborazione nelle varie Commissioni e l'ultima parola spetterà in ogni caso al Consiglio comunale.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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