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Malcantone, un tavolo per la mobilità
Malcantone, un tavolo per la mobilità
Malcantone, un tavolo per la mobilità
Redazione
7 anni fa
Giovanni Cossi: "Non ne possiamo più, doppiamo trovare assolutamente delle soluzioni"

Un malcantonese si sveglia la mattina e sa che dovrà affrontare tutto questo traffico. “Non ne possiamo più, dobbiamo trovare assolutamente delle soluzioni” ha affermato Giovanni Cossi, presidente della Conferenza dei sindaci del Malcantone, ai microfoni di TeleTicino. Sulle strade del basso Malcantone ogni giorno passano 25mila automobili, 14mila provengono dall’Italia. Una situazione che ormai ha portato al collasso le strade e non solo nelle ore di punta.

Ma questa è tutt’altro che una situazione nuova. “Dai dati che abbiamo almeno da 25 anni i flussi sono rimasti costanti, si è però smorzato il picco, quelli che si registravano prima alla mattina e alla sera si sono diluiti e oggi abbiamo dei valori orari attorno ai 1000 veicoli” ha spiegato Mirco Moser, capo della Sezione della mobilità.

E così, in attesa del nuovo piano dei trasporti, del tram treno, della circonvallazione Agno-Bioggio, sarà avviato nel 2020 un tavolo di lavoro per la mobilità aziendale. Obiettivo: riprendere i progetti già avviati, analizzare la situazione e individuare delle soluzioni di mobilità aziendale per il Malcantone.

“Il tema è molto complesso, la bacchetta magica non ce l'ha nessuno” ha affermato Cossi, e ha aggiunto “però se riusciamo a motivare le aziende ad intervenire potremo migliorar la situazione”.Quello di coinvolgere le aziende è una strategia ormai consolidata, perché il datore di lavoro solitamente ha più strumenti per convincere i dipendenti a lasciare a casa l’auto.

“Tramite il canale aziendale si possono trovare delle soluzioni per incentivare il cambiamento o per trovare soluzioni più restrittive e forzare il cambiamento” ha dichiarato Davide Marconi, consulete per la mobilità aggiungendo che “si lavora un po' di bastone e carota e questo può portar un cambiamento”.

Non basterà comunque la mobilità aziendale a dare respiro al Malcantone, anche perché gran parte del traffico va e proviene da Lugano o dalla valle del Vedeggio. Più che altro, con gli altri progetti in corso nella regione, dovrà creare il cocktail perfetto. “Sono tanti elementi che dovranno permettere a chiunque di trovare la soluzione migliore” ha spiegato Moser. “L'obiettivo è quello di di aumentare la capacità e quindi l'occupazione dei veicoli quando si spostano” ha spiegato l’esperto della mobilità per “usare meglio i trasporti pubblici o la bicicletta, che permettono sicuramente di sgravare le strade”.

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino

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