
Una versione rocambolesca - poco convincente, secondo gli inquirenti – quella che Hans Peter Maier ha fornito questa mattina nel giardino di casa sua. Si trattava di ricostruire il presunto incidente con il tagliasiepe. L’incidente di cui il cinquantenne dice di essere stato vittima la mattina dopo l’assassinio di Matteo Diebold, ucciso con una ventina di coltellate. Spiega così le ferite alle mani e al ginocchio che si è fatto medicare il 12 novembre al pronto soccorso. E questa mattina ha ricostruito l’accaduto di fronte al medico legale Antonio Osculati, al procuratore pubblico Moreno Capella, al suo avvocato Carlo Steiger. La scena si è svolta tra le 10 e mezza e l’una dietro l’alta siepe della casa di Villa Luganese, la casa dove Maier abitava fino al giorno del suo arresto, dunque fino al 15 novembre. Da oltre la siepe si udiva la voce di Maier che con accento tedesco spiegava l’accaduto, e lo mimava, incalzato dalle domande del procuratore Capella. La ricostruzione è stata filmata e fotografata dalla polizia scientifica. La versione di Maier è questa: quella mattina, racconta, stavo pulendo i denti del tagliasiepe elettrico con un taglierino; poi, il tagliasiepe si è improvvisamente messo in moto; preso alla sprovvista, mi sono ferito con il taglierino a un ginocchio; nel frattempo il tagliasiepe è caduto per terra e mi ha procurato le ferite alle mani. Una versione che, appunto, non convince gli investigatori. Anche perché è difficile pensare che un taglierino possa provocare una ferita di circa sette centimetri, come quella che è stata riscontrata a Maier dai medici del pronto soccorso. E anche le ferite alle mani sembrano difficilmente compatibili con quelle che potrebbe provocare un tagliasiepe elettrico. Ma Maier, in carcere ormai da 35 giorni con l’accusa di aver ucciso il quarantenne Matteo Diebold nell’appartamento di quest’ultimo, in via Sorengo 20 a Lugano, continua a negare. Non solo di fronte alle sue stesse contraddizioni. Ma anche di fronte alle prime evidenze. Come le tracce di sangue della vittima che sono state trovate nell’abitazione di Maier a Villa Luganese, su un asciugamano e su un guanto. Mancano ancora i risultati scientifici sulle tracce che la polizia ha raccolto in via Sorengo. Se Maier si fosse ferito durante la colluttazione con Diebold, dovrebbe per forza aver lasciato tracce del proprio sangue nell’appartamento di via Sorengo. In attesa che nuovi tasselli aiutino a ricomporre il mosaico del giallo, gli inquirenti stanno vagliando i possibili moventi del delitto. Delitto che ha una vittima e un colpevole ancora presunto. EMMEBI
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