
Continua a tener banco il cosiddetto 'caso Philipp Plein'. Il deputato MPS Matteo Pronzini ha infatti inltrato una mozione con cui chiede di preparare una base legale per proibire la pubblicità "sessista, razzista e omofoba".
"Le donne occupano un ruolo centrale nelle pubblicità. Sono spesso idealizzate (i corpi femminili perfetti e a volte persino anoressici) o denigrate (e usate come oggetti sessuali). L’obiettivo principale della pubblicità è di attirare l’attenzione del pubblico, provocandolo o suscitando il suo desiderio, per incitarlo a consumare. Tra gli espedienti più usati ed abusati dai pubblicitari vi è la messa in scena delle donne e del loro corpo come oggetto di godimento o di consumo", spiega Pronzini..
"Queste rappresentazioni, che perpetuano e rafforzano i peggiori stereotipi sessisti e machisti, sono lesive nei confronti dell’intelligenza e della dignità della donna. Quando, inoltre, i messaggi veicolati banalizzano o presentano come sexy immagini di violenza nei confronti delle donne, viene pericolosamente sdoganata l’idea che il corpo femminile è violabile e senza valore. In alcuni paesi questo modello è ormai superato, ma non da noi, dove si continua a usare e a tollerare l’utilizzo del corpo femminile in atteggiamenti provocanti, semi-nudo o sottomesso per vendere qualsiasi cosa, dalle automobili agli aspirapolveri".
"Di fronte a pubblicità estremamente sessiste o degradanti, le possibilità d’intervento da parte di cittadini/e e autorità sono tutt’ora quasi nulle. L’unica via percorribile è la segnalazione della pubblicità in questione alla Commissione Svizzera per la Lealtà, un organismo di autocontrollo dei pubblicitari che non dispone però di alcun potere di sanzione e che si è dimostrato di scarsa efficacia per disincentivare questo tipo di campagne pubblicitarie. Crediamo dunque che oggi non bastino più i discorsi e le belle parole, ma è giunto il momento di prendersi seriamente le proprie responsabilità e di vietare nel nostro Cantone tutte le pubblicità sessiste, razziste e omofobe".
Per il deputato MPS si tratta di dare un segnale "chiaro di rifiuto di una cultura che non fa altro che legittimare le discriminazioni e le violenze sulle donne, siano esse fisiche, sessuali, psicologiche o anche economiche". Con questa mozione (che riprende sostanzialmente una mozione fatta da Sandrine Bavaud, deputata verde al Gran Consiglio vodese in data 7 giugno 2011) si intende quindi chiedere di preparare una base legale per proibire "la pubblicità sessista, razzista e omofoba".
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