
L’Ufficio federale delle strade USTRA ha sviluppato, in collaborazione con una ditta privata ticinese, un progetto pilota per rilevare e gestire i veicoli che si immettono in autostrada in contromano. I primi svincoli autostradali sulla A2 equipaggiati con le nuove apparecchiature sono quelli di Varenzo (direzione Sud-Nord) e di Lugano Sud (direzione Sud-Nord). Nel corso del 2015 gli impianti saranno installati anche sullo svincolo di Rivera (direzione Nord-Sud) e di Biasca (direzione Nord-Sud). Il funzionamento di questo nuovo sistema sarà poi monitorato nei prossimi due anni, valutando anche la sua efficacia per stabilire infine se eventualmente estendere il progetto su scala nazionale.
Il tema delle immissioni in contromano in autostrada è noto da tempo all’Ufficio federale delle strade USTRA. In questo ambito sono stati infatti effettuati numerosi studi e si sono cercate diverse possibili soluzioni. La risoluzione di questo problema risulta però parecchio complessa, poiché da un lato le cause all’origine di queste manovre sono molteplici (in genere sono legate ad uno stato psico-fisico alterato da parte di chi è alla guida del veicolo) e dall’altro i punti in cui queste immissioni possono avvenire non si limitano alle sole entrate/uscite (circa il 50% dei casi), bensì si situano anche all’interno dell’autostrada stessa e nelle aree di sosta e di servizio (per il restante 50% dei casi).
Ad ogni modo l’USTRA, già nel 2009, nel tentativo di arginare per quanto possibile questo fenomeno, ha deciso di adottare una misura mirata al miglioramento della segnaletica, posando dei cartelli di divieto di accesso sulle 420 entrate ed uscite autostradali svizzere, nelle aree di sosta e in quelle di servizio e potenziando nel contempo anche la segnaletica orizzontale, mediante la posa di frecce direzionali sull’asfalto. Una misura che si è rivelata sicuramente efficace in alcune situazioni, ma che, vista la complessità dei casi di cui si è detto sopra, non ha portato ad una netta diminuzione del numero di entrate in contromano, che mediamente in Svizzera provocano circa 15 incidenti ogni anno. Va inoltre osservato che il numero degli incidenti legati a queste manovre dal 2004 al 2013 (164), ha rappresentato solamente lo 0,2% del numero totale degli incidenti registrati sulle autostrade svizzere (80'694).
Per quanto riguarda poi il numero della vittime registrate a causa di entrate in contromano, prendendo ad esempio il periodo 2009-2013, su un totale di 600 morti censiti sulle autostrade svizzere, il numero di coloro che hanno perso la vita in seguito ad un’entrata in contromano si limita a 7 casi (1% circa).
Nel tentativo di migliorare ulteriormente la sicurezza, l’USTRA, in collaborazione con una ditta privata ticinese, ha comunque voluto provare a compiere un ulteriore passo in avanti, sviluppando un progetto pilota per il rilevamento e la gestione delle entrate in contromano. In sostanza, grazie a questo nuovo sistema, quando un veicolo inizia a percorrere un tratto di ingresso autostradale in contromano, lo stesso viene immediatamente intercettato da un sensore, che lo avvisa mediante un segnale luminoso (divieto di accesso) ed un segnale acustico. Durante questa prima fase della manovra una telecamera filma in tempo reale gli spostamenti della vettura. Nel caso in cui il conducente non si accorga di queste segnalazioni e proceda comunque la sua marcia in senso errato, lo strumento genera immediatamente una chiamata alla polizia cantonale che lancia subito una segnalazione via radio a tutti gli automobilisti; poco prima dell’entrata in autostrada in senso inverso vengono infine attivati dei semafori che si troveranno sulla fase rossa. Se anche i semafori vengono ignorati, sarà infine la pattuglia della polizia cantonale a tentare di fermare il veicolo.
Attualmente questo nuovo impianto – collegato con la centrale di comando della polizia cantonale a Camorino – è stato installato agli svincoli di Varenzo e di Lugano Sud (in entrambi i casi in direzione Sud-Nord). Nei prossimi mesi sarà montato anche sugli svincoli di Rivera e Biasca (direzione Nord-Sud). La scelta di questi primi due svincoli è legata sia alla presenza di casi di entrate in contromano, sia alla loro morfologia (vista la presenza di lunghi rettilinei), che ben si presta per testare questo impianto, nonché all’assenza di grandi cantieri. Seguirà una fase di circa due anni dedicata al monitoraggio del funzionamento degli impianti e all’analisi della loro efficacia, in modo da poter valutare se sia opportuno adottare questo sistema su entrate e uscite dell’intera rete delle Strade nazionali.
L’investimento di questa prima fase di progetto ammonta a circa 200'000 franchi, tutti a carico della Confederazione.
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