
Al contrario di altri Cantoni, come Sciaffusa che ha deciso di anticipare le vacanze natalizie, in Ticino gli allievi continueranno ad andare a scuola fino al 23 dicembre. Lo ha confermato il Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Manuele Bertoli durante l’odierna sessione in Gran Consiglio. “Non abbiamo mai ipotizzato di chiudere prima” ha precisato il consigliere di Stato.
Per quanto riguarda la ripresa delle lezioni nel prossimo anno, la Conferenza cantonale dei direttori della pubblica educazione, riunitasi questa mattina in videoconferenza, ha chiesto al Consiglio federale di non “toccare le scuole” per quanto riguarda ulteriori provvedimenti. Questo anche per quanto riguarda provvedimenti transitori, così come proposto dalla Task Force federale di fare riprendere le lezioni l’11 gennaio (in Ticino riprendono il 7 gennaio). Il Governo cantonale si riunirà domani per prendere atto di quello che verrà deciso dal Consiglio federale e si riserva un ”eventuale pacchetto aggiuntivo” per la scuola dopo le vacanze, ma nel caso riguarderà solo il post-obbligo e le date del 7 e 8 gennaio.
Il posticipo delle lezioni non sarà confermato
In aula Bertoli ha affrontato anche il tema del posticipo degli orari dell’inizio delle lezioni delle scuole medie superiori. Una misura voluta per evitare gli assembramenti degli allievi sui mezzi pubblicci e che è stata oggetto di una petizione del sindacato SISA, che chiedeva maggiori corse per i bus. “La misura è temporanea e non sarà in vigore dopo la ripresa delle lezioni” ha precisato Bertoli, spiegando i motivi. “Gli effetti sono parzialmente positivi e non tali da confermarli. Questo anche perché dal 13 dicembre è entrato in vigore un potenziamento del trasporto pubblico con la nuova galleria di base del Ceneri, che verrà ulteriormente potenziato il 5 di aprile. Questo cambia molto le cose a livello di trasporto per tanti studenti, anche se non per tutti”.
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