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"Mai giocato sul differenziale del salario"
"Mai giocato sul differenziale del salario"
"Mai giocato sul differenziale del salario"
Redazione
9 anni fa
Il mondo economico respinge le accuse di aver speculato sui lavoratori dopo l'abbandono della soglia minima

Dopo i sindacati, è il mondo economico a prendere la parola sulle conseguenze dell'abbandono della soglia minima di cambio franco/euro.

Il Corriere di Como, ricordiamo, aveva parlato del crescente malessere dei frontalieri, che nel gennaio 2015 si son visti abbassare il salario del 15-20% dopo il provvedimento della BNS, e ancora oggi stanno attendendo l'adeguamento dei salari, con il franco tornato a 1,15 contro l'euro. Stando ai sindacati, nelle aziende in cui sono stati stipulati "accordi di crisi", gli stipendi sono stati riequilibrati. Diversa invece la situazione in quelle aziende in cui non era previsto alcun accordo.

Il quadro viene però ridimensionato dal mondo economico. Interpellato dal Giornale del Popolo, il direttore di AITI Stefano Modenini ha sottolineato che è ancora prematuro tirare le somme: "Il cambio è superiore all'1,10 solo da pochi giorni, un margine di tempo troppo esiguo per affermare che si sia stabilizzato. Laddove poi nelle aziende sono stati fissati accordi di crisi, che prevedono una rivalutazione del salario, immagino che siano stati rispettati, restituendo ai lavoratori il quantitativo tolto in precedenza". Secondo Modenini le aziende sono state in grado di reggere lo shock perché hanno razionalizzato i costi e trovato nuovi clienti, non basandosi quindi solo sull'eventuale contenimento dei salari. "Le aziende non possono sperare di campare basandosi su questo aspetto". 

Anche Luca Albertoni, direttore della Camera di Commercio, è dello stesso avviso. "Non mi risulta che ci sono stati casi di aziende che hanno giocato sul differenziale del salario" ha dichiarato sempre al Giornale del Popolo. "Le misure prese sono state di altro tipo. Se è vero che ci sono stati casi di aziende che hanno tagliato gli stipendi, non si può certo parlare di un modus operandi generalizzato".

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