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Ticino
Magistratura: due ammonimenti nel 2009
Redazione
16 anni fa
Due magistrati bacchettati dal consiglio della magistratura. È quanto emerge dal resoconto 2009 del Governo ticinese

Due magistrati bacchettati dal consiglio della magistratura. È quanto emerge dal resoconto 2009 del Consiglio di Stato. Un procuratore pubblico e un giudice di pace ammoniti dal consiglio presieduto da Giovanna Roggero Will. Otto casi chiusi con sentenze emanate dal plenum del Consiglio della magistratura, sfociati in due ammonimenti disciplinari. Uno nei confronti di un procuratore pubblico, per avere violato il proprio obbligo di riservatezza. L’altro nei confronti di un giudice di pace, ammonito per aver ritardato in modo ingiustificato l’evasione di un’istanza e di aver adottato, in tale contesto, un comportamento suscettibile di dare l’apparenza di parzialità. È quanto emerge dal rapporto annuale del consiglio della magistratura, che figura come sempre sul rendiconto 2009 del Consiglio di Stato. Un anno particolarmente intenso quello dello scorso anno, gravato dalla verifica richiesta del governo sul funzionamento del Ministero Pubblico. Una verifica difficilmente riproponibile ad un consiglio della Magistratura così come è strutturato, si legge sul rendiconto. L’analisi è stata infatti particolarmente gravosa, sia per l’elaborazione del metodo da applicare sia per la raccolta dei dati necessari. Più in generale, i dati relativi al 2009 indicano che l’amministrazione della giustizia in Ticino non presenta problemi, almeno sempre stando al consilgio presieduto da Giovanna Roggero Will. Tuttavia, alcune ombre rimangono: in particolare continua a preoccupare la situazione alla prima camera civile di appello, confrontata con un aumento delle mole di lavoro. Una situazione, spiega il Consiglio che dovrà essere approfondita urgentemente. L’entrata in vigore dei codici di procedura penale e civile federali è dietro l’angolo. E il consiglio mette in guardia la politica: occhio a non sottovalutare l’impatto che potrebbero avere tutte le novità sul carico di lavoro delle autorità inquirenti e sui tribunali. Pertanto questo consiglio- si legge- non può che esortare l’autorità politica a concedere alle diverse autorità giudiziarie i potenziamenti che sempre con maggior chiarezza si rivelano già sin d’ora essere necessari. [email protected]

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