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Ticino
"Maggi almeno stavolta poteva tacere"
"Maggi almeno stavolta poteva tacere"
"Maggi almeno stavolta poteva tacere"
Redazione
10 anni fa
La disoccupazione in Ticino cala grazie alla cultura imprenditoriale italiana? L'UDC replica al direttore dell'IRE

Il tasso di disoccupazione ticinese, che in luglio è sceso per la prima volta sotto quello nazionale (3% contro 3,1%), torna a far litigare l'UDC e il direttore dell'IRE Rico Maggi.

Quest'ultimo, in un'intervista al Caffé, si è speso in elogi per l'economia ticinese, che "di sicuro è un’economia molto moderna, resistente alla crisi. Capace di reagire. L’economia cantonale è ormai contraddistinta da una forte terziarizzazione, oltre ad avere un settore industriale forte e diversificato."

"Pur senza avere grandi esperienze empiriche, penso che si possa dire che il Ticino trae vantaggi dalla vicinanza della cultura imprenditoriale italiana, più abituata a gestire momenti difficili, che nel resto della Svizzera dove ci sono atteggiamenti più standardizzati" ha aggiunto Maggi. "In Ticino ci si butta, si affrontano le crisi con maggior determinazione, all’italiana."

Maggi ha infine lanciato una frecciatina a Lega e UDC. “Non è una novità l’accentuazione a fini politici dei dati occupazionali, caratteristica che contraddistingue da sempre il nostro Cantone che ha un mercato del lavoro che da solo non potrebbe sostenere l’attuale livello dell’economia. Ma mi pare difficile immaginarsi un’economia come l’attuale senza l’apporto dei 50/60mila frontalieri."

E la risposta dell'UDC Ticino non si è fatta attendere.

"Un bel tacer non fu mai scritto, e anche questa volta Rico Maggi (direttore dell'IRE) proprio non ce l'ha fatta a non proferir parole che sanno di fumo negli occhi" scrive il partito guidato da Piero Marchesi in una nota stampa odierna. "Il buon Maggi ha infatti dichiarato per mezzo stampa che "in Ticino si accentuano i dati occupazionali per fini politici (...) il Ticino trae vantaggi dalla vicinanza della cultura imprenditoriale italiana, più abituata a gestire momenti difficili, che nel resto della Svizzera dove ci sono atteggiamenti più standardizzati. In Ticino ci si butta, si affrontano le crisi con maggior determinazione, all’italiana"."

"È bene ricordare che per fare una valutazione realistica ed esatta, si devono analizzare tutti i dati, cosa che l'accademico forse non ha fatto" scrive l'UDC. "Come Vitta e Regazzi, pure Maggi non si basa sui dati ILO ma solo su quelli esposti dalla Seco. Ancora una volta si tenta di rendere il pantano del lavoro ticinese limpido come un ruscello di montagna ma così non è. La situazione lavorativa del nostro cantone è piuttosto grave, la sicurezza di avere un lavoro per un ticinese non è più garantita. Per questo motivo abbiamo proposto l'iniziativa “Prima i nostri” ben consci che non si potrà debellare del tutto la piaga dei lavoratori frontalieri, ma almeno di arginarla. Come? Con la preferenza indigena ed evitando il dumping salariale. Argomenti che nemmeno il controprogetto riesce a proporre in modo efficace. Per questo motivo evitate di credere alle solite sirene ammaliatrici ma votate sì a Prima i Nostri."

"Le dichiarazioni di Maggi appaiono però giustificate andando ad analizzare la composizione del suo staff che occupa, in grandissima parte, collaboratori stranieri e frontalieri" conclude l'UDC. "Lui critica la politica che accentua i dati occupazionali per fini politici, noi gli consigliamo di guardare a casa propria e di chiedersi se la critica non debba essere rivolta in prima battuta a lui. Ricordiamo infatti che l’IRE beneficia di importanti risorse pubbliche e che non è particolarmente attenta alle esigenze occupazionali del Ticino."

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