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Ticino
Maggi: "Addio A2-A13 per il fanatismo di pochi?"
Redazione
18 anni fa
Francesco Maggi, del Comitato "Via la strada dal Piano", definisce "antidemocratica" la decisione della Gestione. Rapporto di minoranza di PS e Verdi

Ieri si è scatenata l’ira di Savoia. Oggi quella del comitato “Via la strada dal Piano”. Insomma, la decisione della Gestione di firmare il rapporto di maggioranza al messaggio per la concessione di un credito per lo studio del nuovo collegamento autostradale del locarnese, non è andata giù né ai socialisti, né ai Verdi né al comitato “Via la strada dal piano”. Tanto più che non sarà neppure possibile un referendum. Sì, perché la Commissione ha concesso un credito di 600mila franchi, rispetto a quello fissato dal Governo di quasi un milione e mezzo. Ma sotto l’asticella del milione, niente referendum. “È una decisione antidemocratica e provocatoria della Commissione della Gestione”. Punto e basta. Il Comitato non ha dubbi. “L’analisi - scrivono Francesco Maggi e Ulrico Feitknecht a nome del Comitato -, da parte della Commissione della gestione, del messaggio sul credito per lo studio di varianti ‘consensuali’ da portare a Berna si è trasformata in una vergognosa provocazione. Essa rischia di distruggere il consenso sin qui faticosamente costruito dalla direzione politica di progetto”.La decisione è ora presa: il Partito socialista, sostenuto dai Verdi, porterà un rapporto di minoranza che accoglie le richieste della Gestione per eliminare il corridoio ‘strada attuale’ e inserire la galleria Quartino-Bironico, ma non introduce un nuovo corridoio sul Piano di Magadino.  Ieri sera il Comitato "Via la strada dal Piano" - composto da rappresentanti di APM, ATA, ACSI, WWF, Pro Natura, Stan, Ficedula, Greenpeace e Agrifutura - ha così preso atto della firma del rapporto da parte della maggioranza della Commissione della gestione che chiede l’abbandono dello studio del corridoio ‘strada attuale’ e l’inserimento di due nuovi ‘corridoi’, uno in galleria tra Quartino e Bironico, l’altro a nord della ferrovia. Le prime due modifiche, precisano Maggi e Feitknecht,  non pongono problemi alla Direzione politica di progetto e sono state discusse e accolte in un recente incontro tra le parti. "Ma l’inserimento del tracciato sul Piano di Magadino, è invece inaccettabile". “Con la sua decisione, la Commissione della gestione - da cattivi perdenti - sconfessa la direzione politica di progetto e, di riflesso, il Governo ticinese e la volontà popolare”. E ancora: “Gli apprendisti stregoni della politica ticinese sono al lavoro per cancellare una decisione presa dal popolo nel corso di una regolare votazione”. “Il comitato “Via la strada dal Piano” si augura che la maggioranza dei deputati dimostri ragionevolezza e voti il rapporto di minoranza, rispettando la concordanza ed evitando al paese una nuova e profonda spaccatura che avrebbe come unica conseguenza quella di rinviare indefinitamente il futuro collegamento A2-A13”.

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