
Il latitante siciliano Roberto Di Giacomo, 41 anni, di Gela, è stato arrestato oggi dalla polizia cantonale ticinese nella sua dimora di Savosa, dove viveva sotto altro nome da due anni.Ex collaboratore di giustizia, poi sottrattosi al programma di protezione, l'uomo era ricercato dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta.Temendo l’esecuzione della sentenza, scrive Italpress, il pentito era dapprima fuggito in Bulgaria, paese natale della sua nuova moglie, assumendone per le leggi di quello Stato anche il cognome Tschauschev. Poi con il nuovo cognome, mantenendo comunque il nome di battesimo, si era trasferito con la famiglia in Ticino. La scelta della residenza, secondo gli investigatori, e’ scaturita anche dalla possibilita’ che aveva di fare brevissime trasferte in Italia, dove con il nuove cognome si riteneva abbastanza sicuro, al punto di registrarsi su Facebook, inserendo anche la sua foto e quella dei suoi familiari. Ma gli investigatori sono riusciti ad identificarlo e ad arrestarlo.L'arrestato si trova ora in carcere a Lugano in attesa di estradizione. A carico di Di Giacomo - personaggio di spicco della mafia gelese, riconducibile alla "Stidda", nonché fratello di Giuseppe Di Giacomo, collaboratore di giustizia ucciso dalla mafia nel '92, a 25 anni - pendeva una condanna a 16 anni e mezzo inflittagli il 19 dicembre 2007 dalla corte d'assise d'appello di Bologna e passata in giudicato il 4 maggio scorso. Di Giacomo era stato processato per traffico di droga e concorso nell'omicidio di Vincenzo Gumari, ucciso in Vignola l'11 agosto 1992.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

