Cerca e trova immobili
Ticino
Mafia in Ticino: quali misure?
Redazione
15 anni fa
Dopo il rapporto della polizia federale, Paolo Pagnamenta del PLRT chiede chiarimenti al Consiglio di Stato

Quanto pubblicato dalla polizia federale in merito alle infiltrazione della criminalità organizzata nell'economia di diversi cantoni, tra i quali il Ticino, non ha lasciato indifferenti i politici. Paolo Pagnamenta chiede quindi al Consiglio di Stato chiarimenti su cosa intende fare per poter mettere sotto controllo questo fenomeno."Il rapporto annuale 2010 dell’Ufficio federale di polizia fedpol sostiene che per rafforzare la loro presenza nel nostro Paese, le organizzazioni mafiose italiane cercano per le loro attività nell’ambito della criminalità economica di  collaborare specificamente      con esperti del  mondo finanziario e bancario. Presunti   esponenti delle organizzazioni mafiose hanno le loro basi soprattutto nei Cantoni di frontiera". si legge nel testo.Inoltre "Il fenomeno è purtroppo in costante ascesa. La presenza di organizzazioni mafiose minaccia la sicurezza della vita quotidiana  attraverso attività  illecite ed occulte con lo spaccio di droga, furti, rapine, sequestri ed estorsioni, di grave pregiudizio per il   libero mercato e mettendo a repentaglio l’indipendenza delle istituzioni dello Stato di diritto. Il Ticino, grazie alla vicinanza con la Repubblica Italiana, è indubbiamente  un’isola felice per questo genere  di attività  che devono  essere tempestivamente  e efficacemente combattute".Si conclude con "chiedo pertanto al Consiglio di Stato: La presenza di organizzazioni mafiose in Ticino rappresenta, stando a quanto può essere a conoscenza del nostro Governo,una realtà  concreta e preoccupante oppure si limita a situazioni isolate che non incidono nei nostri meccanismi istituzionali? La nostra Polizia Cantonale è  sufficientemente dotata di uomini e mezzi adeguati atti ad individuare e contrastare dette attività criminose? Esistono casi concreti e conosciuti di estorsioni consumate sul nostro territorio e se sì, quanti ne verrebbero denunciati da aziende, ristoratori, commercianti e vittime singole in generale?"

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata