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Ticino
"Mafia delle sigarette": un pentito lancia pesanti accuse
Redazione
17 anni fa
Secondo il testimone alcuni accusati avrebbero avuto contatti con i membri della Camorra napoletana

Quattro imputati li conoscevo bene, gli altri cinque per sentito dire: lo ha affermato oggi un pentito davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona nel quadro del maxiprocesso contro la cosiddetta "mafia delle sigarette". Secondo il testimone, alcuni accusati avrebbero avuto contatti con i membri della Camorra napoletana.Dopo aver dato la parola agli imputati, professatisi innocenti, il processo è oggi stato caratterizzato dall'intervento di un napoletano 44enne soprannominato "Pasqualotto", il quale coopera con le autorità giudiziarie italiane e ha parlato in videotrasmissione dal Tribunale di Bari.Il pentito - in passato condannato per omicidio, rapina e altri reati - ha dichiarato di non conoscere i nomi degli imputati in quanto negli ambienti mafiosi si utilizzano pseudonimi. Il testimone ha però affermato che durante la sua lunga latitanza è stato aiutato da due imputati mentre per alcuni mesi nel 1997 si era nascosto a Lugano. Qui ho cambiato lire in franchi, ha affermato Pasqualotto, precisando che il cambista era consapevole di aver a che fare con un mafioso.Accuse respinte dal diretto interessato, un pensionato ticinese di 73 anni, che oggi ha sostenuto di essere completamente innocente, di non aver mai violato le leggi svizzere e di aver pagato fino a 800'000 franchi di tasse all'anno.I nove imputati - quattro cittadini svizzeri, tre italiani, uno spagnolo e un francese - sono accusati di aver riciclato oltre un miliardo di franchi. Secondo il Ministero pubblico della Confederazione, avrebbero contrabbandato almeno 215 milioni di stecche di sigarette acquistate senza aver pagato le tasse doganali. Il denaro incassato sarebbe stato portato da corrieri in Svizzera, per essere "in gran parte reintrodotto nel circuito finanziario legale attraverso l'ufficio di cambio di uno degli imputati, il più anziano".ATS

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