
"Ne usciamo vincenti, tutte le accuse si sono dimostrate infondate". Così Michele Varano commenta la sentenza a caldo, appena uscito dall’aula del Gran Consiglio in cui il Tribunale federale lo ha assolto, assieme ad altri 6 imputati, dalle accuse legate all’imponente traffico di sigarette messo in piedi negli anni ‘90 dalla Camorra e la Sacra Corona Unita tra Italia, Ticino e Montenegro. Si parla di circa 215 milioni di stecche. Ma alla luce della sentenza, si è sgonfiato parecchio quello che solo qualche mese fa veniva annunciato come il più importante caso di criminalità organizzata mai visto in Svizzera. Caduta per tutti l’accusa di riciclaggio. Caduta per tutti l’accusa di partecipazione ad un’organizzazione criminale. Dei capi d’imputazione promossi dal Ministero pubblico federale alla fine è rimasto solo il sostegno ad un’organizzazione criminale per due dei 9 imputati: Pietro Virgilio e Paolo Savino, condannati a 2 anni, rispettivamente 2 anni e 9 mesi di detenzione. La prima pena è interamente sospesa con la condizionale. Della seconda solo 9 mesi sono da espiare. Tutti gli altri imputati sono stati giudicati non colpevoli. Tra questi i ticinesi Alfredo Bossert e Franco Della Torre. Da quando la Camorra e la Sacra Corona Unita si sono interessate alle sigarette è diventato illusorio muoversi nel business eludendo quelle organizzazioni. Il pizzo ai clan comunque doveva arrivare. Il coinvolgimento nei loro affari era dunque inevitabile ma, ha spiegato il giudice, non porta di per sé alla conclusione che gli imputati hanno partecipato all’attività del crimine organizzato. A parte i due uomini condannati, niente prova che gli imputati sapessero dell’esistenza di una quota da versare alle organizzazioni criminali. Avevano a loro volta creato una rete di contatti e di lavoro, solo Savino aveva una visione completa del traffico. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

