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Ticino
"Mafia delle sigarette": sentita Carla del Ponte
Redazione
15 anni fa
Al secondo giorno del nuovo processo i giudici hanno ascoltato, in qualità di testimone, l'ex procuratrice generale della Confederazione

Al secondo giorno del nuovo processo contro nove presunti membri della cosiddetta "mafia delle sigarette", i giudici del Tribunale penale federale (TPF) hanno ascoltato, in qualità di testimone, l'ex procuratrice generale della Confederazione Carla del Ponte. Gli imputati sono sospettati di aver contrabbandato fra il 1996 e il 2000 215 milioni di stecche dal Montenegro in Italia, riciclando in Svizzera il denaro guadagnato.Del Ponte, quando era ancora procuratrice del canton Ticino, era stata confrontata a più riprese al proprietario di un ufficio di cambio ticinese, ora imputato a Bellinzona. L'ex magistrata ha affermato di ricordarsi che l'uomo guadagnava molti soldi grazie al commercio di sigarette.La sua contabilità era però sempre ineccepibile, non è infatti stato possibile provare che il denaro provenisse dal commercio di droga o dal crimine organizzato. "In caso contrario avremmo sicuramente aperto un procedimento penale", ha detto Del Ponte.L'ex procuratrice ha inoltre definito "assurde" le dichiarazioni di alcuni testimoni che l'avrebbero vista festeggiare e bere alcolici con il cambiavalute. Ha invece confermato di avergli a suo tempo detto che il contrabbando di sigarette non era penalmente perseguibile in Svizzera.Il nuovo processo si è reso necessario dopo che nel marzo del 2011 il Tribunale federale (TF) aveva cassato la sentenza del giugno 2009, che proscioglieva tutti gli imputati - quattro cittadini svizzeri, tre italiani, uno spagnolo e un francese - dall'accusa di riciclaggio e sette di essi da quella di sostegno ad un'organizzazione criminale. Per il TF la corte bellinzonese aveva operato in modo arbitrario, senza valutare nel dettaglio quello che viene considerato uno dei più importanti casi di criminalità organizzata in Svizzera.Per il Ministero pubblico della Confederazione, gli otto uomini e la donna sotto processo hanno avuto un ruolo nelle attività criminali di organizzazioni mafiose come la Camorra napoletana e la Sacra corona unita pugliese.In particolare sono accusati di partecipazione, eventualmente sostegno, a un'organizzazione criminale e riciclaggio di denaro. Avrebbero riciclato oltre un miliardo di franchi.Il processo prosegue domani e dovrebbe chiudersi venerdì. La sentenza è attesa per fine marzo.ATS

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