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Ticino
Mafia delle sigarette: prime richieste di pena a Bellinzona
Redazione
17 anni fa
Tre anni ad un italiano residente in Ticino e quattro anni e mezzo per un ticinese di Chiasso. Li ha chiesti il pubblico ministero al maxiprocesso che si svolge al TPF

Rispettivamente tre anni e quattro anni e mezzo di reclusione, in entrambi i casi da scontare, sono stati chiesti dal pubblico ministero nei confronti di un italiano residente in Ticino e di un ticinese di Chiasso, nell'ambito nel maxiprocesso contro nove presunti membri della "mafia delle sigarette" che si svolge al Tribunale penale federale di Bellinzona (TPF).La richiesta di pena contro gli altri sette imputati non era ancora stata formulata oggi a fine pomeriggio. Le requisitorie dei tre procuratori del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) - Adrian Ettwein, Stefan Lenz e Lienhard Ochsner - sono iniziate stamane alle 8:30. Non è escluso che si concludano solo domani.I procuratori hanno anche chiesto la confisca di beni immobiliari e conti bancari per un valore complessivo di diversi milioni di franchi. Infliggendo condanne pesanti, afferma il MPC, il TPF potrebbe evitare alla Svizzera l'accusa di essere un crocevia del crimine organizzato.I nove imputati - quattro cittadini svizzeri, tre italiani, uno spagnolo e un francese di età compresa tra i 56 e i 73 anni - sono accusati di "partecipazione, eventualmente sostegno, a un'organizzazione criminale e riciclaggio di denaro". Avrebbero riciclato oltre un miliardo di franchi, provento del contrabbando di almeno 215 milioni di stecche di sigarette dal Montenegro all'Italia fra il 1994 e il 2001.Il denaro incassato sarebbe stato portato da corrieri in Svizzera, per essere "in gran parte reintrodotto nel circuito finanziario legale attraverso l'ufficio di cambio di uno degli accusati e riutilizzato, conformemente al desiderio dell'acquirente, per l'acquisto di sigarette provenienti da depositi non soggetti a tasse doganali", sostiene il MPC. Gli imputati negano di aver commesso illeciti.Il processo durerà fino al 19 giugno. Non è ancora chiaro quando verrà resa nota la sentenza.ATS

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