Cerca e trova immobili
Ticino
Mafia delle sigarette: difesa sconfitta
Redazione
17 anni fa
Il maxiprocesso contro nove presunti membri della «mafia delle sigarette» davanti al TPF di Bellinzona potrà riprendere come previsto il 4 maggio

Il maxiprocesso contro nove presunti membri della «mafia delle sigarette» davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona potrà riprendere come previsto il 4 maggio. La corte presieduta da Walter Wüthrich ha infatti respinto praticamente tutte le obiezioni che i difensori avevano presentato nell'udienza preliminare tenutasi a inizio mese.

Ciò significa che l'atto d'accusa è valido e non verrà rinviato al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) come chiesto dalla difesa, ha comunicato oggi il TPF.

I legali degli imputati avevano sostenuto che le accuse del MPC sono troppo vaghe e generiche, rendendo impossibile una difesa mirata dei loro clienti. Per proteggere la sfera privata dei nove gli avvocati volevano inoltre impedire la pubblicazione dell'atto d'accusa. Tuttavia pure in questo punto il TPF non è entrato in materia: il documento di 233 pagine e note a piè di pagina sarà reso interamente accessibile ai media.

Anche per quanto concerne la competenza del tribunale i difensori sono stati sconfessati. Questi avevano asserito che il TPF non è il luogo adatto per dibattere del caso. Competenti sarebbero piuttosto la giustizia italiana o eventualmente un tribunale ticinese, affermavano. Wüthrich e gli altri due giudici sono però di altro avviso: «la competenza del TPF è data».

La corte ha negato anche un rinvio dei dibattimenti così come l'archiviazione del procedimento. La difesa ha quindi subito una sconfitta su tutta la linea. Uno dei legali aveva già patito una disfatta nei giorni scorsi, quando il Tribunale federale di Losanna ha respinto la richiesta di tenere il processo in italiano invece che in tedesco.

Se la strategia della difesa avesse avuto successo, il più grande processo per riciclaggio in Svizzera avrebbe verosimilmente dovuto essere rinviato di diversi mesi. Adrian Ettwein, procuratore pubblico della Confederazione, aveva pertanto accusato i legali degli imputati di abuso di diritto.

L'unico punto lasciato aperto dal TPF è la domanda se i verbali italiani delle registrazioni telefoniche possano essere utilizzati nel processo. Questo aspetto verrà chiarito durante i dibattimenti che inizieranno il 4 maggio.

I nove imputati - quattro cittadini svizzeri, tre italiani, uno spagnolo e un francese di età compresa tra i 56 e i 73 anni - sono accusati di «partecipazione, eventualmente sostegno, a un'organizzazione criminale e riciclaggio di denaro». Avrebbero riciclato oltre un miliardo di franchi, provento del contrabbando di almeno 215 milioni di stecche di sigarette dal Montenegro all'Italia fra il 1994 e il 2001.

Il denaro incassato sarebbe stato portato da corrieri in Svizzera, per essere «in gran parte reintrodotto nel circuito finanziario legale attraverso l'ufficio di cambio di uno degli accusati e riutilizzato, conformemente al desiderio dell'acquirente, per l'acquisto di sigarette provenienti da depositi non soggetti a tasse doganali», afferma il MPC. Gli imputati negano di aver commesso illeciti. Il processo durerà fino al 19 giugno. Non è ancora chiaro quando verrà resa nota la sentenza.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata