
Non solo il procuratore pubblico Nicola Respini. Anche cinque vittime del maestro di Arbedo intendono presentare ricorso alla Corte di appello contro la condanna del 57enne a 14 mesi sospesi con la condizionale per due anni, come si legge sul Corriere del Ticino di oggi.
Patrocinate dall'avvocato Maria Galliani, le vittime ritengono che la sentenza pronunciata dal giudice Marco Villa sia "troppo mite".
Intanto sempre oggi, su La Regione, si legge che l'azione "I bambini non si toccano", avviata domenica su Facebook per chiedere di inasprire le condanne per reati a sfondo sessuale, sta raccogliendo un enorme successo. Sono già oltre 800 le persone che hanno sottoscritto l'appello nato in reazione alla condanna del maestro di Arbedo.
A lanciarlo è stata la dottoressa Elena Cauzza, presidente della Fondazione NoiDonna, che sta pure promuovendo un'altra azione per chiedere pene più severe nei confronti di chi commette atti sessuali con fanciulli. L'invito della dottoressa è quello di inviare alla fondazione delle stringhe di scarpe, di qualsiasi colore e lunghezza, che una volta intrecciate andranno a costituire una rete simbolica.
"La rete intrecciata con le stringhe simboleggia l'aiuto necessario di tutti noi per smascherare i pedofili e ridurre l'omertà" spiega la dottoressa a La Regione. "In questo senso va intesa come una trappola. Più la rete sarà ampia, meglio simboleggerà l'indignazione e lo sdegno verso i magistrati affinché applichino la legge in modo più severo."
La Fondazione NoiDonna intende pure stampare e distribuire dei volantin e appendere sul terrazzo di Piazza Indipendenza uno striscione che recita "I bambini non si toccano!", striscione che sarà affiancato dalla rete di stringhe.
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