
Per decenni Mauro B. ha torturato gli allievi della Scuola elementare di Montagnola senza che le autorità intervenissero. Quattro anni fa il docente, dopo essere stato denunciato da una madre per una punizione giudicata troppo severa, fu condannato a una multa di 500 franchi. Ma lui presentò ricorso e ad oggi non ha ancora pagato nulla.
All'inizio del corrente anno scolastico, l'ex sindaco PLR del Comune di Montagnola, durante l'appuntamento di benvenuto ai genitori, si sarebbew espresso così: "Io credo nella teoria del terrore. Preparerò bene i vostri figli per la Scuola media, se non mi arresteranno prima..."
Sono tutte affermazioni riportate oggi dal Blick, che dedica la sua prima pagina a colui che viene definito "Horror-Lehrer", il maestro dell'orrore.
E proprio oggi il Municipio di Collina d'Oro si riunirà per decidere se il docente, al momento in malattia, potrà continuare a insegnare o meno.
E sempre oggi La Regione apporta un ulteriore importante capitolo alla vicenda, grazie alla testimonianza di un ex allievo, oggi 22enne, di Mauro B.
Un allievo che in questi giorni, sentendo parlare di quanto accaduto alla scuola di Montagnola, sta rivivendo suo malgrado quei fantasmi d'ansia e quei momenti di panico vissuti ai tempi delle elementari.
Il 22enne ricorda con dolore il "particolare sistema educativo" del maestro, fatto di urla assurde e continui calci alle sedie. Un sistema educativo che gli provocava paura ai tempi delle elementari e che continua a perseguitarlo tuttora. "Negli anni non è riuscito a rimuovere quel trauma e basta una semplice circostanza per farlo riaffiorare, come il recente colloquio per il nuovo posto di lavoro" dichiara al quotidiano bellinzonese lo psicoterapeuta che l'ha avuto in cura. "Una condizione paragonabile ai traumi di guerra, dove il terrore non è stato elaborato, non è stato metabolizzato e si ripresenta creando depressione, disistima, mancanza di fiducia in se stessi, senso dell'abbandono."
Ancora La Regione scrive che in molti, a Montagnola, sapevano dei metodi del docente. Ma che negli anni solo pochi coraggiosi erano riusciti a farsi largo tra le promesse di ritorsione del maestro, che essendo sindaco poteva decidere delle sorti di cittadini e impiegati, segnalando la situazione alla Divisione cantonale della scuola e ai servizi medico-psicologici.
Segnalazioni che, anche sulla scorta di quanto scritto oggi dal Blick, non sembrano aver però sortito nessuno effetto.
Forse qualcosa potrà finalmente muoversi oggi.
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