
Il parterre di personalità politiche poteva essere di primissimo piano. Ma prudenzialmente nessuno degli organizzatori del Middle East Mediterranean Summer Summit, lo scorso maggio, si era sbilanciato nel confermarne la presenza o avanzare la possibilità di un loro arrivo al Forum internazionale previsto a Lugano l’ultimo fine settimana di agosto (vedi articolo suggerito). Il tempo ha giustificato l’attitudine cauta. Due dei capi di Stato più attesi, ossia il Re di Giordania Abd Allah II e il presidente francese Emmanuel Macron hanno risposto negativamente all’invito dell’USI.
"Dal punto di vista del box office è meglio che ci sia una persona come Macron" spiega ai microfoni di TeleTicino Boas Erez, rettore dell'USI. "Ma con il tempo anche la nostra idea di forum si è affinata e quindi ora sarà un forum in cui il paese all'onore è la Tunisia. Avremo il capo del governo tunisino, avremo un rappresentante del Ministro degli affari esteri, il governatore della banca centrale tunisino, e altre persone importanti"
Assenti a parte, non mancheranno dignitari e diplomatici di alto rilievo: dal primo ministro tunisino a Philippe Etienne, già ambasciatore francese a Berlino, oggi consulente all’Eliseo.
La delegazione svizzera sarà invece composta da Ignazio Cassis e da Pascale Baeriswyl, segretaria di Stato e direttrice del Dipartimento degli affari esteri. Una costellazione di dignitari che discuterà delle idee emerse nel corso della summer school che precede il summit. Per una settimana 150 giovani da 30 paesi discuteranno di nuove prospettive sul Mediterraneo. Idee messe immediatamente alla prova nelle discussioni con dignitari, accademici e personalità del mondo politico, che per due giorni convergeranno a Lugano.
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