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"Macron è una creazione in laboratorio"
"Macron è una creazione in laboratorio"
"Macron è una creazione in laboratorio"
Redazione
9 anni fa
Alfonso Tuor commenta la netta vittoria del 39enne alle presidenziali francesi. "Il malessere sociale aumenterà"

Con il 66,06% delle preferenze contro il 33,94% della sua sfidante Marine Le Pen, Emmanuel Macron è stato eletto ieri alla carica di presidente francese.

Un risultato nettissimo, quello ottenuto dall'ex ministro del Governo di François Hollande, che sorprende pure l'economista Alfonso Tuor.

"Per Marine Le Pen è una sconfitta chiara, nettamente maggiore rispetto alle previsioni" dichiara Tuor, da noi contattato per un commento sui risultati del ballottaggio. "La paura di una Le Pen vista come esponente dell'estrema destra ha portato da un canto alcuni a votare Macron, altri ad astenersi. Risalta inoltre il numero delle schede bianche, che sarebbero attorno ai 4 milioni."

L'elezione del 39enne Macron, secondo Tuor, rappresenta innanzitutto la continuità. "Emmanuel Macron farà le cose che ha fatto François Hollande, continuerà con la politica del presidente francese di prima" spiega Tuor. "Per le élites questa è una grande vittoria ed è indubbiamente una battuta d'arresto per gli oppositori della globalizzazione. Ma è difficile ipotizzare che questa vittoria si traduca in una politica che elimini le cause della protesta."

"La pesante sconfitta della Le Pen fa capire che questo malessere sociale avrà sempre maggiori difficoltà a imporsi politicamente, ma magari troverà altre strade per manifestarsi" prosegue Tuor. "Ad esempio in Francia una delle strade che potrebbe essere perseguita, non tanto dalla Le Pen ma piuttosto della sinistra, è quella della piazza."

Alfonso Tuor sostiene che, anche alla luce dei risultati del primo turno, la lezione che si può trarre è che la battaglia politica è diventata molto più chiara, "tra coloro che sono legati all'establishment e coloro che sono contrari. E infatti nel primo turno circa il 49% dei voti è andato a candidati contrari alla globalizzazione e all'Europa."

Alla fine però la grande maggioranza dei voti è andata a Macron. "È un caso di creazione di un candidato in laboratorio, perché non è il prodotto di un movimento come può essere li Movimento cinque stelle o Podemos" dichiara Tuor. "È una creazione studiata da sapienti mani e diretta da una parte da Hollande, dall'altra parte dall'establishment francese. È sempre più chiaro che aveva il sostegno di gran parte del partito socialista, che addirittura sembra ora convogliare nel suo movimento in vista delle legislative. Ma già al primo turno i gruppi di interesse più importanti francesi e molte personalità internazionali, da Obama alla Merkel a Junker, avevano sostenuto Macron."

"Secondo me quello che è importante di queste elezioni è che la contrapposizione destra-sinistra esiste ancora e sempre esisterà perché ci sono interessi divergenti tra chi ha soldi e chi ne ha pochi, ma dovrà essere riqualificata con delle parole d'ordine che indichino apertura ai mercati mondiali o chiusura ai mercati mondiali" aggiunge Tuor. "Mélenchon è contro la globalizzazione, è critico dell'Europa ed è se vogliamo una sinistra completamente diversa da quella tradizionale socialista."

Gli elettori di Mélenchon non hanno sostenuto Le Pen, ma evidentemente non possono ritenersi soddisfatti dell'elezione del nuovo presidente. "La situazione non cambiera con Macron, poiché le sue politiche economiche andranno avanti su questa linea e non è ipotizzabile che vi sia una grande crescita economica che riesca a curare queste ferite sociali dei paesi occidentali" afferma Tuor.

"Il malessere sociale resta ed è anche probabile che aumenterà" conclude Tuor. "Non c'è nulla che faccia pensare che i cosiddetti perdenti possano diminuire di numero, anzi, le loro fila si ingrosseranno."

AS

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