
La deputata leghista Sabrina Aldi ha inoltrato un'interrogazione riguardante la macellazione rituale. Nel suo atto parlamentare Aldi chiede se tale tipo di macellazione sia praticata o meno in Ticino e che tipo di controlli vengono attuati.
"In Svizzera la mattazione di mammiferi senza stordimento prima del dissanguamento è proibita in virtù della legge del 9 marzo 1978 sulla protezione degli animali - rammenta Aldi - Prescrizioni analoghe sono previste anche dalle normative europee che però prevedono delle deroghe per macellazioni rituali. Infatti, il problema risiede proprio nel fatto che il preventivo stordimento dell’animale è un metodo di uccisione non compatibile con alcune prescrizione religiose, tra cui quelle islamiche per la carne halal, che vogliono che l’animale venga sgozzato quando è cosciente. Questo, si traduce in indicibili sofferenze che non possono e non devono venir tollerate da una società civile. Nonostante questo chiaro divieto in Svizzera, l'importazione di carne di animali uccisi con macellazione rituale è consentita".
"Ciò significa che chi alleva animali da reddito in Svizzera deve utilizzare un metodo di uccisione rispettoso dell’animale ma l’importazione di carne di animali macellati senza alcun rispetto e infierendo loro gravi sofferenze è consentita in nome di una presunta libertà di religione. Non solo, l’uccisione di animali senza preventivo stordimento parrebbe avere pure dei vantaggi dal profilo economico e pertanto vi è un rischio concreto che dietro a presunte motivazioni religiose ci sia l’interesse economico di ridurre i costi di macellazione a discapito, ovviamente, dell’animale".
Fatte queste premesse Aldi pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:
- In Ticino si pratica la macellazione rituale? Se si, avviene con preventivo stordimento dell’animale? In caso affermativo quali controlli vengono effettuati?
- Per quanto riguarda la carne importata, quali controlli vengono effettuati? In particolare, vi è un controllo sulle quantità importate e sulla loro destinazione?
- Esiste il rischio concreto che dietro a motivazioni religiose si celi la volontà di aggirare le normative sulla macellazione per ridurre i costi di produzione?
- Vi sono delle prescrizioni in materia di dichiarazione ed in particolare vi è un obbligo per il rivenditore finale di indicare il metodo di macellazione? In caso di risposta negativa non sarebbe il caso di imporre un obbligo in questo senso?
- Considerato che tale pratica di macellazione in Svizzera non è consentita, non sarebbe forse il caso di vietarne anche l’importazione?
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