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Politica
Ma Lugano Marittima limita gli accessi liberi al lago?
© CdT / Gabriele Putzu
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Red. Online
6 ore fa
I consiglieri comunali del gruppo Verdi e indipendenti Danilo Baratti, Marisa Mengotti e Luisa Orelli hanno inoltrato al Municipio di Lugano un'interrogazione nella quale chiedono come venga valutato l’impatto dell’attuale organizzazione estiva della Foce sul diritto di utilizzare liberamente uno dei pochi accessi cittadini al lago

Anche una volta terminata, Lugano Marittima non smette di far discutere in riva al Ceresio. È infatti di ieri l'interrogazione intitolata «Lugano Marittima, la Foce e una riflessione sul futuro degli spazi pubblici sul lago» inoltrata al Municipio di Lugano dai consiglieri comunali del gruppo Verdi e indipendenti Danilo Baratti, Marisa Mengotti e Luisa Orelli.

Il testo inviata al municipio tocca anche un'altra questione annosa: quello degli accessi liberi al lago.

«La Foce del Cassarate è un luogo pubblico di particolare valore. Durante i mesi estivi, quando le temperature aumentano, la possibilità di raggiungere liberamente l’acqua, trovare uno spazio fresco e trascorrere del tempo all'aperto, soprattutto in serata, assume un'importanza sempre maggiore per la qualità di vita della popolazione. In questo contesto, destinare per tre mesi una parte significativa di questo spazio a una struttura organizzata e a un'offerta prevalentemente commerciale pone interrogativi che vanno oltre la singola manifestazione. Lugano Marittima – questo "appuntamento significativo dell’estate cittadina" – solleva una questione di accessibilità allo spazio pubblico: esso viene in parte organizzato secondo modalità che favoriscono la fruizione attraverso il consumo, mentre l'accesso e la permanenza libera sono stati progressivamente regolamentati. Parallelamente, le misure adottate per contenere i problemi generati dalla grande affluenza hanno introdotto ulteriori limitazioni. È legittimo interrogarsi se questo sia il modello più appropriato per uno spazio che dovrebbe rimanere innanzitutto pubblico», scrivono i tre consiglieri comunali.

L'interrogazione denuncia poi il fatto che l'attuale formula di Lugano Marittima lascia poco spazio alle realtà associative, culturali e indipendenti e anche private che potrebbero proporre modalità differenti di vivere la Foce.

«Prima di decidere di riproporre Lugano Marittima, magari con qualche minimo aggiustamento, sarebbe dunque opportuno chiedersi quale funzione vogliamo attribuire alla Foce e, più in generale, quale rapporto vogliamo che Lugano abbia con il proprio lago e quale ruolo debba avere il lungolago nella qualità urbana futura», si aggiunge nella mozione.

Ecco allora che i tre consiglieri comunali chiedono al Municipio, tra le altre cose, come valuti l’impatto dell’attuale organizzazione sul diritto di utilizzare liberamente uno dei pochi accessi cittadini al lago e se ritenga che le recenti limitazioni all’accesso siano compatibili con la funzione di luogo pubblico.