
Ma in Ticino esistono ancora i distretti? Lo chiedono al Consiglio di Stato tre deputati PLR - Franco Celio, Walter Gianora e Omar Terraneo - tramite un'interrogazione parlamentare presentata oggi.
Celio e colleghi esordiscono ricordando che la Costituzione cantonale stabilisce che il Cantone è diviso in otto distretti: Mendrisio, Lugano, Locarno, Vallemaggia, Bellinzona, Riviera, Blenio e Leventina. E che sempre la Costituzione prevede che la legge determina l'estensione e i compiti dei distretti, tenendo conto del territorio, della popolazione e del decentramento amministrativo e giudiziario.
"Si ha tuttavia l’impressione che, di fatto, queste suddivisioni territoriali vengano sempre più neglette" scrivono Celio, Gianora e Terraneo. "E’ infatti in corso da anni una progressiva centralizzazione, evidenziata ad esempio dalla soppressione delle aule penali “periferiche” e dal conseguente trasferimento di tutti i processi in sedi “urbane”, come pure dalle frequenti ipotesi di soppressione delle Preture di valle e di due uffici che, tradizionalmente, vi sono in qualche modo connessi: l’Ufficio dei registri e l’Ufficio esecuzioni e fallimenti, che pare si vogliano ora accorpare con criteri diversi da quelli “distrettuali”. Stessa sorte verrebbe riservata pure agli Uffici di stato civile, sottratti alcuni anni fa ai Comuni, che ne erano da sempre responsabili."
Preso atto di questa situazione, gli interroganti chiedono al Consiglio di Stato "se l’esistenza dei distretti è tuttora considerata dall’autorità cantonale" e se a giudizio del Governo "le citate trasformazioni rispettano a sufficienza quanto stabilito dalla Costituzione." Infine Celio e colleghi chiedono al Consiglio di Stato se, sempre a suo parere, "non sarebbe il caso di fissare più chiaramente, nella Costituzione stessa, le attribuzioni dei distretti."
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