
Vince il miglior offerente. Una regola che sta alla base dell’economia di mercato. Una regola seguita anche dall’amministrazione pubblica al momento di assegnare gli appalti pubblici per opere di vario genere, compresi i progetti che riguardano la rete autostradale. Ed è proprio una decisione dell’USTRA che ha lasciato perplessi gli ingegneri di oltre Gottardo che sul Blick hanno gridato al caso di dumping.
Ma vediamo di fare ordine nella vicenda. Lo scorso aprile l’Ufficio federale delle strade ha aperto il concorso per la progettazione di manufatti da risanare sulla A13 nel comparto di Mesocco, in particolare di alcuni ponti. Otto gli studi di ingegneria che vi hanno partecipato. Sei hanno proposto dei progetti con costi compresi fra i 3 e i 3,6 milioni di franchi, altri due invece sono riusciti a ridurre i costi e presentare progetti fra i 2,1 e i 2,3 milioni di franchi. Non è difficile capire come siano andate le cose. La progettazione è stata assegnata ad uno dei due studi, nello specifico ad uno studio d’ingegneria ticinese con una sede affiliata a Napoli.
Fin qui tutto normale. Ma secondo il Blick la tariffa oraria presentata, pari a 53 franchi l’ora, equivarrebbe ad uno stipendio di 4300 franchi al mese. “Per gli ingegneri svizzeri sono troppi pochi. I partner di questo progetto assumono ingegneri italiani. Il danno per il settore è enorme. Le aziende svizzere non possono competere con questi prezzi” ha affermato al Blick il presidente dell’Unione Svizzera degli Studi Consulenti di Ingegneria Heinz Marti chiedendo l’introduzione di un contratto collettivo di lavoro nel settore.
Da noi contattato l’USTRA tiene a precisare che: “la tariffa oraria di circa 53 franchi all’ora citata nell’articolo del Blick non rappresenta il compenso destinato a prestazioni fornite unicamente da specialisti del settore (ingegneri), ma è una media oraria di diverse tariffe (apprendisti, disegnatori, segretarie, ingegneri). “
Nella sua risposta, l’Ufficio federale delle strade risponde anche alle accuse di dumping: “ L’aggiudicazione di una commessa da parte del committente considera l’offerta che si rivela maggiormente vantaggiosa dal punto di vista economico, non per forza quella che presenta il prezzo più basso. Infatti il prezzo viene in definitiva stabilito dal mercato. “
“A titolo di esempio – continua l’USTRA – un concorrente potrebbe presentare un’offerta con dei prezzi troppo bassi per acquisire un incarico, il quale gli servirebbe però da referenza per una futura commessa. Un prezzo basso non significa però automaticamente che l’offerente infrange delle regole. Il committente valuta in seguito se vi siano o meno motivi per escludere l’offerente, in base alla articolo 11 della Legge federale sugli acquisti pubblici, in particolare per quel che riguarda il pagamento di imposte e oneri sociali da parte dell’aggiudicatario. Inoltre, dal canto suo, il committente obbliga contrattualmente l’aggiudicatario a rispettare le disposizioni in materia di protezione del lavoro (condizioni di lavoro e salari corretti). “
AR
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