Cerca e trova immobili
Ticino
"L'uscita dei giovani PPD su Lombardi? Poco intuitiva"
"L'uscita dei giovani PPD su Lombardi? Poco intuitiva"
"L'uscita dei giovani PPD su Lombardi? Poco intuitiva"
Redazione
9 anni fa
Così il presidente dei GLRT Alessandro Spano sulla proposta di candidare il consigliere agli Stati

Venerdì, nel giorno in cui il Gruppo parlamentare del PLR ha sancito la corsa a tre (quella del ticinese Ignazio Cassis, del ginevrino Pierre Maudet e della vodese Isabelle Moret) per la poltrona lasciata libera da Didier Burkhalter in Consiglio federale, i giovani PPD svizzeri hanno colto tutti di sorpresa proponendo la candidatura di un altro ticinese a Berna, ma del proprio partito, ossia del consigliere agli Stati Filippo Lombardi (vedi articoli suggeriti).

Una mossa inattesa e che ha fatto molto discutere, anche lo stesso esponente del PPD, che ha dichiarato di non saperne nulla e di non avere nessuna intenzione di scendere in campo.

Abbiamo quindi cercato di capire la reazione di un altro giovane politico, ossia il presidente dei Giovani Liberali Radicali Ticinesi (GLRT) Alessandro Spano.

Cosa ne pensa di questa "uscita" dei giovani PPD svizzeri?

O è un'uscita telecomandata dai piani alti e navigati, o è un'uscita per meritarsi un po' di inchiostro colorato del Blick. Rimane in ogni caso un'uscita poco intuitiva…

Nel loro comunicato scrivono che "solo con il consigliere agli Stati ticinese (ndr. leggasi Lombardi) si potrà evitare che la politica estera elvetica continui a girare a vuoto" e ancora che il Ticino "ha bisogno di un politico affermato e granitico, che possa rappresentare e difendere in modo coerente gli interessi del paese". Un po' come dire che Cassis non ha queste caratteristiche e che quindi non sarebbe in grado di sostenere le necessità del nostro Cantone...

Ignazio Cassis è un politico competente: altrimenti non sarebbe capogruppo di uno dei partiti più influenti del parlamento. Non è distaccato dalla realtà ticinese (penso alla soluzione per l’IVA dei padroncini), né tantomeno da quella svizzera, dove cerca di difendere l'impostazione liberale del paese e del federalismo: ricette del benessere che ci invidiano in tanti. Fa piacere che vedono in Lombardi un rappresentante di peso del Ticino, come ce ne sono altri alle Camere: Giovanni Merlini e Fabio Abate. Christian Vitta è ancora un'altra figura politica che si sta affermando sempre più. Ma ora c'è Ignazio, esponente tra l'altro della Svizzera italiana da tempi assolutamente non sospetti. Oltre all'allineamento dei pianeti, mi ripeto, l'attuale candidato italofono al Consiglio federale ha la sensibilità politica di chi conosce bene la realtà di frontiera senza ignorare gli interessi nazionali. Eh sì, Berna è la capitale della Svizzera, non può essere l'arrocco di pretese regionali.

I giovani popolari democratici elvetici sono però d'accordo sul fatto che dopo quasi 20 anni il Ticino meriti di essere rappresentato in Consiglio federale. Allora non sarebbe stato meglio sostenere il candidato già nominato, ossia Cassis? Non sembra così che gli stiano mettendo i bastoni tra le ruote?

È bello leggere che anche i giovani PPD condividono le rivendicazioni della Svizzera italiana. Tuttavia nessuno a livello federale mette in dubbio che quello in gioco sia un seggio liberale radicale. Di conseguenza, il candidato ideale è Ignazio Cassis. Fosse toccato al PPD, Lombardi sarebbe sicuramente un candidato ticinese valido. Ma questo è il momento del PLR e la Svizzera italiana merita di tornare oggi in Consiglio federale: se ci giochiamo la possibilità ora, possiamo serenamente metterci il cuore in pace per quanti anni? Dieci? Venti?

Al di là dell'uscita dei giovani PPD, pensa che Cassis possa farcela il 20 settembre ad entrare in Governo? Perché?

Come ticinese e come liberale radicale spero davvero che il 20 settembre Ignazio possa alzare la famosa mano e dire "lo prometto". Ovviamente ci sono tante strategie quanti sono i parlamentari, quindi scommettere con certezza sarebbe un po' tanto coraggioso. Noi come GLRT proveremo a dare il nostro piccolo contributo attivandoci all’interno del movimento giovanile svizzero. A suo tempo avevamo ottenuto un sostegno alla bottom-up come soluzione per il 9 febbraio, chissà che riusciremo a strappare un appoggio anche questa volta. Chissà che magari possa essere quel voto in più al secondo turno. O già al primo.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata