
Si sta svolgendo al Mercato coperto di Mendrisio il Congresso del Partito Socialista ticinese, il cui programma prevede la presentazione dei candidati al Gran Consiglio e della piattaforma elettorale.
A prendere la parola vi è stato innanzitutto il presidente Saverio Lurati: "Noi non saremo mai schierati su posizioni xenofobe e liberticide, il nostro resterà un partito aperto. Dobbiamo proclamare il nostro dissenso e assumere un ruolo trainante delle forze progessiste messe in disparte perché non gradiscono la politica urlata."
E, seguito da applausi scroscianti, ha continuato con toni ottimistici: "Nonostante tutte le Cassandre le prossime elezioni vedranno il nostro partito crescere. Il tempo della maggioranza silenziosa è passato. Abbiamo qualcosa di intelligente da dire. Diciamolo per sconfiggere le imbecillità quotidiane. Certo qualcosa talvolta ci è scappata di mano. Smettiamola di piangerci addosso. Ci vuole un guizzo d'orgoglio".
La parola è passata poi a Manuele Bertoli, il quale ha voluto difendere in prima battuta l'operato del Consiglio di Stato uscente: "Personalmente non condivido certi giudizi lapidari letti sulla stampa, particolarmente ingenerosi. I momenti di disaccordo generale" ha concluso, "all’interno della compagine governativa sono stati pochi, anche se i media tendono facilmente a voler estremizzare le cose"
Il Consigliere di Stato è poi passato a commentare l'attuale situazione politica cantonale:"è necessario uno scossone politico che può venire soltanto dal popolo. Se le elezioni del 2011 hanno arriso alla Lega dei ticinesi, che in mezzo a mille incoerenze ha saputo dare a molti elettori l’illusione di rappresentare un cambiamento nel segno di una maggiore attenzione al Ticino e ai ticinesi, ben presto la falsità di questo preteso cambiamento si è manifestata con tutta la sua forza
L'Assemblea ha visto poi l'intervento dei candidati Amalia Mirante, Henrik Bang, Ivo Durisch e Tatiana Lurati Grassi.
Amalia Mirante ha messo in evidenza il suo ruolo di economista nel partito, ruolo insolito ma non per questo meno importante, in quanto "esiste un’economia ed esistono economisti che sanno leggere oltre le cifre e che hanno capito da un pezzo che Economia e Socialità non solo possono, ma devono procedere di pari passo".
È stata poi la volta di Henrik Bang, imprenditore che ha difeso la sua carica nel partito affermando di avere chiare visioni "rivolte all’oramai, perverso, mondo del lavoro ove tutte le regole etiche sono state totalmente sbancate da avidi manager che hanno l’unico scopo di massimizzare il proprio profitto economico approfittando della guerra tra i lavoratori".
Ivo Durisch ha poi fatto riferimento alla situazione territoriale del Mendrisiotto, dove "erosione del fondovalle, abusivismo edilizio dilagante, collasso viario, dislocazione industriale, dumping salariale e precariato lavorativo" rendono impellente il bisogno di "costruire un futuro diverso, guardando oltre il guadagno a breve termine, attraverso un’alleanza virtuosa fra industria e politica."
Tatiana Lurati Grassi, infine, ha messo in evidenza le prerogative del Ticino: "Il lavoro, l'istruzione, la socialità, la gestione del territorio" a cui, sostiene, "non possiamo dare risposte adeguate ai cittadini se nonallarghiamo la lente. Oramai le grandi decisioni vengono prese altrove. Non possiamo quindi risolvere i problemi del Ticino se non capiamo cosa succede fuori dai confini e oltre il San Gottardo".
L'Assemblea andrà avanti fino a stasera, quando, oltre all'aperitivo e alla cena, vi sarà il concerto di Daniele Sepe.
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