
In occasione del comitato cantonale del Partito Socialista, tenutosi stasera a Bellinzona, il Presidente Saverio Lurati si è espresso su numerose problematiche che attanagliano il Ticino, criticando in particolare l'operato dei partiti avversari, incapaci d'instaurare un vero dialogo e governare il paese. E le critiche le ha rivolte in particolare a Lega e PLR.
In primis Lurati ha abbordato la situazione finanziaria del cantone: "Di fronte a un consuntivo 2013 che accusa un deficit di oltre 177 milioni di franchi e a un aggiornamento intermedio del preventivo 2014 che prospetta un ulteriore peggioramento della situazione, le forze politiche che dovrebbero prendere in mano il timone della situazione, la Lega perché maggioranza relativa in Governa e il PLR poiché maggioranza relativa in Parlamento, continuano a parlare di sgravi fiscali come se niente stesse succedendo e di fumosi tagli alla spesa senza indicazione alcuna".
"Va bene che ormai i due partiti sono da tempo in campagna elettorale" ha aggiunto, "ma tenuto conto che assieme fanno la maggioranza del governo (3 su 5) e quasi la maggioranza del parlamento (44 su90) sarebbe lecito attendersi che prendessero in mano il timone nell’intento di governare la situazione". Invece di chinarsi sui problemi e di indicare soluzioni praticabili, ha continuato Lurati, c'è chi si affida a San Rocco, il PLR, ("nel senso che la presentazione dei candidati sembra il problema principale del Paese") e chi, la Lega, "al foglio domenicale che regolarmente sconfessa le posizioni dei suoi rappresentanti in governo e nel municipio della città cantone, come amano definirla".
Lurati è poi tornato ad affrontate il discorso sul salario minimo, commentando che «senza un salto di qualità nei livelli salariali, il cantone non avrà nessuna possibilità di operare rientri sui sussidi erogati, poiché con un differenziale del 20% inferiore alla media nazionale è impensabile operare tagli lineari sulla spesa sociale, costantemente assediata dalla necessità di sopperire a redditi iniqui e inadeguati per un Paese come il nostro. In parole povere, se non imponiamo all’economia una ridistribuzione delle ricchezze più omogenea, lo Stato dovrà continuare a versare, sotto forma di sussidi, quella parte di salario che le aziende si rifiutano di corrispondere. E non ci sarà mai verso di arrivare ad una soluzione fintanto che l’unico elemento regolarmente cavalcato dalla destra sono gli sgravi fiscali a favore delle imprese e dei più ricchi».
Il Presidente ha poi sottolineato l’incidenza negativa delle aziende italiane che si sono insediate sul territorio ticinese: l’aumento dei posti di lavoro non ha visto un corrispondente riscontro occupazionale di residenti e giovani disoccupati e, inoltre, queste aziende continuano «a corrispondere salari italiani, assolutamente inaccettabili poiché inadeguati ai costi e alla realtà del nostro Paese. Una situazione, quest’ultima, che ci penalizza in maniera esponenziale anche sul piano della perequazione intercantonale».
Lurati, sempre parlando a proposito di insediamenti industriali e di terziario a basso valore aggiunto, ha precisato: «Chi li ha fatti venire, quale tipo di politica promozionale è stata messa in atto, quale impatto hanno veramente avuto gli interventi a favore dell’innovazione e dell’occupazione e quale ruolo hanno giocato i comuni in tutto questo disastro insediativo. Questi sono i problemi da affrontare tramite una discussione seria, pacata e lungimirante che permetta al nostro cantone di avere una visione prospettica del futuro».
E il presidente ha infine preso ancora di mira Lega e PLR, secondo cui "hanno quale unica preoccupazione quella di scambiarsi un posto in Consiglio di Stato alle prossime elezioni". Se vi fosse davvero una volontà politica di uscire dall'impasse, ha aggiunto Lurati, l'ex partitone "invece di far fuori la ministra delle finanze, avrebbe dovuto intavolare quelle discussioni indispensabili con le altre forze politiche per delineare una linea di governo pianificata ed efficace, in grado di pilotare il cantone fuori dalle sabbie mobili". E anche sulla Lega non ci va più leggero: "Fallimento su tutta linea", commenta Lurati, "basta guardare i progetti sortiti da Gobbi che fine hanno fatto!"
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

