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Grandi predatori
Lupo in Valle Verzasca, «La rapidità degli attacchi chiede misure urgenti»
© Shutterstock
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Redazione
2 ore fa
ll Municipio di Verzasca sollecita il Cantone e chiede interventi urgenti per gestire la presenza del grande predatore sul proprio territorio

«La situazione del lupo in Valle Verzasca, con ripetute predazioni e la rapidità degli attacchi necessitano di misure urgenti»: Il Municipio di Verzasca ha deciso di rivolgersi nuovamente al Consiglio di Stato in merito alla questione del grande predatore sul territorio chiedendo interventi urgenti. Sotto la lente, in particolare, ci sono le numerose predazioni registrate nel corso del mese di agosto in Valle Osola, a Brione Verzasca. «Dopo un primo scritto urgente del 10 agosto, rimasto finora senza riscontro formale», l'Esecutivo ha quindi trasmesso un nuovo sollecito al Governo cantonale, richiamando l’aggravamento della situazione e chiedendo un intervento rapido e coordinato dei servizi competenti.

Vicino alle abitazioni

Il Municipio, nel suo comunicato, fa il bilancio complessivo degli episodi segnalati in Valle Osola e avvenuto tra il 6 e il 14 agosto: «16 ovini sono stati rinvenuti morti e 2 dispersi, per un totale di 18 capi coinvolti». Le predazioni - viene dettagliato - si sono susseguite nelle zone di Pian di Mot, Fusera, Pianesc e Alpe Gemogna, «in un comparto territorialmente ristretto e in parte prossimo alle aree abitate e frequentate». La rapidità degli attacchi sta suscitando «forte preoccupazione» tra gli allevatori oltre a una crescente apprensione nella popolazione, «e rende necessario - secondo il Municipio - un accertamento tempestivo e completo della situazione».

Agire «senza indugio»

Ulteriori elementi addotti dal Municipio di Verzasca provengono dal monitoraggio locale. Una fototrappola collocata in Valle Osola avrebbe documentato il passaggio contemporaneo di tre lupi, verosimilmente riconducibili al branco «Madom». Le osservazioni raccolte dal Comune nel corso dell'anno fanno inoltre ritenere plausibile che il branco abbia spostato più a nord il proprio sito di riproduzione e la relativa area di presenza stabile: «Mentre nel 2025 il settore di riferimento risultava nella zona della Valle di Mergoscia, gli elementi oggi disponibili fanno ipotizzare uno spostamento nella fascia compresa tra Corippo e la zona di Ganne, sul territorio di Brione Verzasca». Il Municipio chiede quindi che queste indicazioni «siano verificate e oggettivate senza indugio» dal Cantone.

Il numero effettivo

L’attenzione non riguarda tuttavia soltanto la Valle Osola, prosegue il Municipio. Sul versante opposto della Valle Verzasca sono segnalati movimenti riconducibili al branco «Aspra», mentre a nord permane l’attenzione per il branco «Lepontino». L'Esecutivo ritiene quindi «indispensabile disporre di un quadro aggiornato e attendibile sul numero effettivo di lupi presenti, sulla composizione dei branchi, sui rispettivi areali, sull’eventuale riproduzione nel 2026 e sulle possibili sovrapposizioni territoriali». L’incertezza attuale - si rileva - non consente infatti alle aziende agricole, alla popolazione e agli enti locali di valutare in modo adeguato l’evoluzione del fenomeno.

Conseguenze «già concrete»

Anche perché, secondo il Municipio, le conseguenze per il settore agricolo «sono già concrete»: a seguito delle prime predazioni, un agricoltore ha ritenuto necessario scaricare anticipatamente l’Alpe Tenc, in territorio di Brione, a tutela del proprio bestiame. «In alta Valle Verzasca operano inoltre diverse aziende agricole professionali per le quali l’estivazione rappresenta una componente essenziale dell’attività e del reddito». In un territorio impervio, «nel quale numerosi alpeggi presentano oggettive difficoltà di protezione», un’ulteriore estensione della pressione del lupo potrebbe comportare nuovi scarichi anticipati e rilevanti conseguenze economiche, organizzative e personali, in una stagione già resa particolarmente difficile dalla siccità e dalla disponibilità foraggera, evidenzia l'Esecutivo. Per questa ragione, il Municipio sta mantenendo i contatti con le aziende e con le realtà direttamente interessate. Parallelamente l’Esecutivo ha deciso di intensificare l’azione istituzionale, di informare pubblicamente la popolazione sui passi intrapresi e di chiedere al Cantone un coinvolgimento diretto nell’informazione e nella gestione della situazione.

Monitoraggio rafforzato

Nel nuovo scritto al Consiglio di Stato il Municipio chiede, in particolare, «un monitoraggio rafforzato dell’intero comprensorio verzaschese, la tempestiva attribuzione delle predazioni e - ove necessario - le analisi genetiche, la verifica immediata dei presupposti previsti dalla legislazione federale per misure di regolazione reattiva e, a partire dal 1. settembre, per un’eventuale regolazione proattiva; nonché l’avvio dei necessari passi presso l’UFAM, compresa la valutazione di misure incisive nei confronti del branco responsabile di una situazione di danno grave o di particolare conflittualità». Il Municipio chiede inoltre che, nella pianificazione cantonale, la presenza dei branchi sia gestita «in modo sostenibile e proporzionato alle specificità della Valle» e alla necessità di garantire la continuità dell’attività alpestre.

Chieste misure d'emergenza

Al Consiglio di Stato vengono inoltre richieste misure d’emergenza «concrete e finanziariamente sostenute a favore delle aziende interessate», nonché un’informazione regolare al Comune sull’evoluzione del monitoraggio e sulle decisioni assunte. «Un punto ritenuto particolarmente importante è l’organizzazione, in collaborazione con il Municipio, di un incontro informativo pubblico destinato alla popolazione, agli allevatori, ai detentori di animali e agli operatori turistici, nel quale presentare dati aggiornati, misure di prevenzione, comportamenti da adottare in caso di avvistamento, strumenti di sostegno e interventi di regolazione previsti o in esame».

«Popolazione preoccupata»

La situazione attuale, evidenzia ancora il Municipio, non preoccupa soltanto il settore agricolo. «Al Comune sono pervenute diverse segnalazioni, richieste di chiarimento e manifestazioni di preoccupazione da parte della popolazione. Famiglie, residenti e utenti del territorio chiedono di conoscere quale sia l’effettiva situazione sul territorio, quanti lupi e branchi siano presenti, quali misure vengano adottate per contenerne l’impatto e quali indicazioni possano essere date a chi vive, lavora e frequenta quotidianamente la Valle». Il Municipio ritiene che tali preoccupazioni debbano essere prese seriamente in considerazione e che alla popolazione debbano essere fornite informazioni ufficiali, aggiornate e concrete.