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«Lupo, basta perdere tempo»: oggi la consegna delle firme
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Redazione
7 ore fa
La petizione popolare a tutela degli allevamenti e dell'attività alpestre ha raccolto quasi 12 mila sottoscrizioni. Per i promotori «un risultato importante e un segnale dell'urgenza di agire».

La petizione popolare «Basta perdere tempo: salviamo ora o mai più l’allevamento e l’attività alpestre in Ticino», lanciata all’inizio di ottobre 2025 dal Gruppo Territorio e Alpeggi (GTA), ha raccolto quasi 12 mila firme. A comunicarlo, con soddisfazione, gli stessi promotori in una nota diffusa negli scorsi giorni. E le prime firme verranno consegnate proprio nella giornata di oggi, lunedì 23 febbraio, a Bellinzona alle 13.30 poco prima della sessione del Gran Consiglio ticinese. A Berna, invece saranno consegnate alla Deputazione ticinese alle Camere federali e al Consiglio federale in occasione della sessione di primavera.

Risultato importante

«Si tratta di un risultato importante», spiegano i promotori, «soprattutto se si pensa che per un’iniziativa popolare bastano 10 mila sottoscrizioni. Una dimostrazione dell’urgenza di agire, della necessità di misure concrete per la regolazione dei grandi predatori, nonché di azioni per la tutela dell’allevamento e dell’attività alpestre in Ticino». Secondo il GTA si tratta infatti di due realtà «più fortemente minacciate dal crescente numero di grandi predatori e da una gestione inefficace degli stessi».

«Ogni anno è peggiore»

Non sono però le uniche: «L’abbandono degli alpeggi si ripercuote gravemente sul territorio e sugli Enti che lo preservano e valorizzano a beneficio della collettività, Patriziati in primis. L’impoverimento diventa così collettivo e peggiora di anno in anno, con il 2025 che è stato, dati alla mano, un anno negativo record di predazioni e avvistamenti». E le misure di protezione, secondo il GTA, presentano diversi limiti: «Sono onerose, in molti contesti difficilmente o per niente applicabili, possono generare tensioni con le attività ricreative e turistiche e riducono sia il benessere che la redditività di greggi e mandrie».

Un costo collettivo

Conseguenze che, per i promotori della raccolta firme ricadono interamente sulle spalle delle famiglie contadine. Ma non solo. «Allevatori, Patriziati, Comuni e comunità montane non sono i soli a farne le spese: il sistema attuale è infatti estremamente oneroso per le casse pubbliche federali e cantonali. Un costo pagato da tutti».

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