
Il sistema d’allerta via sms contro gli attacchi di grandi predatori? "È utilissimo” ci risponde Germano Mattei, quando gli chiediamo dell’efficacia di un servizio introdotto circa due anni fa e che ora è nuovamente tornato d’attualità visti gli attacchi in Leventina a inizio febbraio.
“Abbiamo risollecitato gli allevatori ad iscriversi. Non tutti infatti sanno che è un servizio gratuito. Le prassi cartacee a volte sono d’ostacolo per chi lavora in mezzo alla natura. Ma il sistema funziona. Già molti si sono iscritti”.
Come funziona? I guardiacaccia segnalano all’Ufficio cantonale della consulenza agricola la presenza di un lupo. Dopodiché l’Ufficio fa partire l’sms d’allerta agli allevatori iscritti al servizio, che possono prepararsi ad eventuali attacchi. Ad essere interessate dalla misura esclusivamente le regioni con rischio di predazioni, come per esempio la Leventina o Blenio.
In questo caso la tecnologia viene in aiuto agli allevatori, permettendo di limitare eventuali danni. Ma il problema della presenza del lupo, secondo il deputato di MontagnaViva, va affrontato di petto, cambiando la Convenzione di Berna, risalente al 1979, che tutela in modo assoluto l'animale. "Non è facile convivere con queste bestie, che in alcune occasioni si avvicinano pure sul piano o nei centri abitati. Chissà che un giorno non attaccano pure l'uomo. La situazione va gestita e coordinata".
Al vaglio ci sono altre proposte, spiega ancora Mattei, come per esempio quella di introdurre la figura dei pastori a protezione del gregge. Ma una loro presenza costante sull'alpe richiede anche sacrifici dal punto di vista economico per quegli allevatori che in Ticino detengono comunque solo piccoli greggi.
La via più efficace sembra quindi rimanere quella politica. Nei prossimi giorni è attesa un'interpellanza al Consiglio di Stato per sollecitarlo nuovamente sul tema.
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