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Ticino
Lunga vita ai ticinesi: meglio di noi i giapponesi
Redazione
18 anni fa
Da uno studio sulla mortalità risulta che la speranza di vita dei ticinesi è superiore a quella dei nostri connazionali

Lunga vita ai ticinesi. È il meno che si possa dire dando un’occhiata allo studio sulla mortalità pubblicato dal Dipartimento della sanità. La speranza di vita di noi ticinesi risulta infatti superiore a quella dei nostri connazionali, già molto ben messi se confrontati con la media del resto del mondo. Meglio di noi stanno solo i giapponesi. Il periodo messo sotto la lente dai ricercatori è quello tra il 2001 e il 2003, che ha fatto registrare in media 2827 decessi ogni anno. Rispetto al 1980-82, nel 2001-2003 si muore meno di cuore ma più di cancro, anche se le malattie del sistema circolatorio rimangono ancora la principale causa di morte. In testa alle cause di morte precoce restano comunque i tumori che incidono maggiormente rispetto al resto del paese. Interessante notare che in Ticino come nel resto della Svizzera la mortalità delle donne e degli uomini non segue lo stesso schema. Anche se rispetto agli scorsi anni, le differenze tra i sessi, almeno in questo campo, sono diminuite. Intervista ad Antoine Casablanca, capo ufficio di promozione e di valutazione sanitaria"La tendenza è in atto da alcuni decenni - ci dice Casablanca -. E ciò è dovuto sicuramente alle condizioni di vita che sono migliorate dal punto di vista del reddito, dell’alloggio e dei servizi offerti. Ma anche sicuramente all’offerta sanitaria e a quella sociale che permettono di attutire i contraccolpi e i movimenti dell’economia". Se in Ticino si vive meglio che nel resto della Svizzera, significa che nella Svizzera interna si vive peggio? "Non so se peggio sia il termine esatto, comunque si vive meno a lungo e questo è dovuto a diversi fattori che non sono legati alla differenza di reddito. E questo perché in Ticino abbiamo un reddito inferiore al livello nazionale. Ci sono altre condizioni, e sono quelle legate alla cultura e allo spirito con cui noi prendiamo gli eventi della vita". "Possiamo fare di più, e soprattutto lo studio indica che circa metà delle morti potrebbero essere evitate. Questo è un dato importante che ci mostra che esiste ancora un certo margine di movimento". Lo studio in sintesiI ticinesi si distinguono per una lunga speranza di vita (uomo:77,4 anni; donna:83,8 anni nel 1998- 2003), superiore a quella degli svizzeri (CH:uomo:77,3; donna:82,8 nel 2003) e che si situa tra le prime al mondo considerato che è superata solo dalla speranza di vita dei Giapponesi (uomo: 77,5; donna:84,3 nel 2002). La mortalità, paradossalmente, è un buon indicatore dello stato di salute di una popolazione. Per la prevenzione è interessante analizzare le cause di morte di cui si conoscono i principali fattori di rischio,i quali potrebbero dunque essere in parte controllati con un comportamento adeguato o altre misure. Purtroppo queste relazioni non sono facili da individuare. Per il cancro, ad esempio, il tempo che intercorre tra l’esposizione ad un fattore di rischio e l’eventuale apparizione della malattia è spesso molto lungo. I tassi di mortalità riferiti al periodo 2001/03 sono in parte conseguenza di esposizioni a fattori o comportamenti verificatisi molto tempo prima. Altri comportamenti o difetti strutturali, come ad esempio quelli che sfociano in incidenti,sono per contro all’origine di morti immediate. Quando si conoscono i fattori di rischio,per esempio il consumo di tabacco o la mancanza di attività fisica,un comportamento adeguato o una presa a carico medica possono evitare dei decessi precoci. Così le cause di morte quali le malattie tumorali, le cardiopatie ischemiche, le malattie cardiovascolari, le malattie legate all’alcol, gli incidenti e le morti violente, fanno parte della mortalità che può essere ridotta.La conoscenza delle più frequenti cause di morte e della loro evoluzione in Ticino fornisce un aiuto per prendere decisioni riguardo alla prevenzione. Numerose misure sono già state prese

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