
Falso in atto pubblico. Probabilmente anche diffamazione. Mentre il gerente del Lumino’s resta in carcere per le registrazioni clandestine audio-video, l’amministratore del locale sta valutando la denuncia penale nei confronti di Michele Barra.
A confermare l’informazione è l’avvocato Filippo Gianoni. Stiamo esaminando l’intera questione per decidere come muoverci, fa sapere il legale. Alcune dichiarazioni del consigliere di Stato non sono infatti andate giù ai responsabili del locale a luci rosse, finito al centro delle cronache negli scorsi giorni per la delicata inchiesta che vede indagato il gerente per presunta estorsione e coazione, tentate, e violazione della sfera privata.
I fatti come noto riguardano la lunga serie di immagini della videosorveglianza che immortalano i frequentatori del locale, anche nelle stanze, e altrettante registrazioni clandestine effettuate dal gerente 48enne all’insaputa dei suoi interlocutori nel corso di colloqui. Colloqui avvenuti al Lumino’s ma anche lontano dal postribolo, come nel caso del consigliere di Stato Michele Barra, incontrato nel suo ufficio, un fatto che non ha impedito alla bufera di spingersi oltre la soglia di Palazzo delle Orsoline, anche per il coinvolgimento di un alto funzionario del Dipartimento del territorio più volte ripreso dalla videosorveglianza del Lumino’s. Così Barra nelle scorse ore si è ritrovato a chiarire pubblicamente la sua posizione. Nonostante le intimidazioni, non ha mai concesso favori al locale e al suo proprietario. Ma su un aspetto, secondo Luciano Poli, amministratore del locale e l’avvocato Gianoni, Barra ha dovuto correggere il tiro, avendo parlato dapprima di un unico incontro avuto con il gerente del Lumino’s e oggi, in un’intervista a 20Minuti, di un possibile secondo incontro, un caffè consumato al bar. Secondo il legale potrebbero esserci gli estremi per una denuncia per falso in atto pubblico. E anche per diffamazione, spiega Gianoni, per via della dichiarazione rilasciata dal consigliere di Stato alla Regione, in cui afferma – citiamo – che certa gente, riferito al gerente del Lumino’s, non merita di restare in Svizzera.
Il 48enne per ora resta dietro le sbarre. Domani sempre dallo studio dell’avvocato Filippo Gianoni partirà il ricorso contro le 8 settimane di prolungamento del carcere preventivo recentemente approvate dal giudice competente.
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