
Questa mattina Yasin è arrivato al salone Rosetta come sempre da 5 anni a questa parte. Ma oggi era un giorno di lavoro diverso da tutti gli altri perché il 23enne di origine curda entro domani dovrebbe andarsene spontaneamente dalla Svizzera. Così ha stabilito l'Ufficio federale delle migrazioni.
Da domani quindi Yasin soggiornerà illegalmente in Svizzera e dal primo di marzo sarà senza lavoro. Come ha spiegato il responsabile della Sezione della popolazione Attilio Cometta a TeleTicino, nei prossimi giorni i servizi preposti verificheranno se il ragazzo avrà lasciato il paese.
Intanto Yasin non perde l'ultima speranza. La decisione che il ragazzo sta aspettando con ansia è una presa di posizione del Consiglio di Stato in risposta a un'interrogazione parlamentare. L'Esecutivo dovrebbe esprimersi settimana prossima. Yasin ritiene che il suo caso meriti di essere giudicato a parte, perché nei sei anni di attesa affinché si decidesse sulla sua permanenza, si è dato da fare, ha imparato l'italiano ed è riuscito a diplomarsi parrucchiere. Oggi ha un lavoro a tempo indeterminato e si mantiene da solo. Un caso diverso, dice, da quelli dei richiedenti che dormono tutto il giorno e non fanno niente per integrarsi.
Forse sulla decisione peserà il massiccio sì all'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Nonostante la possibile espulsione, Yasin ha un sentimento di riconoscenza verso la Svizzera.
Intanto la sua datrice di lavoro stenta a trattenere le lacrime al pensiero che il primo marzo dovrà lasciare a casa Yasin.
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